Benevento

E venne il giorno di Gennaro Santamaria, l'ex dirigente del Comune di Benevento dal 28 settembre in libertà dopo sei mesi trascorsi in carcere e agli arresti domiciliari in una inchiesta dei carabinieri per una presunta concussione ai danni di Maurizio Pepe, geometra, amministratore di una società di progettazione, dal quale avrebbe preteso 70mila euro per sbloccare alcune pratiche edilizie.ù

Erano le 12.30 quando Santamaria, tornato al suo lavoro all'Inps, ha guadagnato l'accesso al Tribunale non attraverso l'ingresso principale: gli è stato infatti consentito, per evitare foto e riprese, di entrare in Procura e di raggiungere poi, dall'interno, il primo piano del Tribunale, dove si svolgono le udienze. Ad attenderlo, nell'aula 2, il gip Maria Amoruso, il procuratore capo Nicola D'Angelo, il procuratore aggiunto Gianfranco Scarfò, il sostituto Maria Colucci, i suoi difensori – gli avvocati Antonio Di Santo ed Ettore Freda – e quelli dei venti indagati che ha chiamato in causa con le sue dichiarazioni, auto ed eteroaccusatorie.

Zaino in spalla, vestito grigio con maglioncino nero a collo alto e scarpe lucide di colore nero, è arrivato una decina di minuti dopo le 13. Si è seduto per qualche minuto, il tempo che le porte si chiudessero alle sue spalle, dando il via al primo degli appuntamenti con l'incidente probatorio chiesto dalla Procura per cristallizzare le sue affermazioni nel contraddittorio delle parti. Due i capitoli in discussione: uno per concussione a carico di Santamaria, l'altro per induzione indebita a dare o promettere utilità, contestato a Santamaria, lo stesso Pepe (avvocato Roberto Prozzo) , che con la sua denuncia aveva innescato l'attività investigativa, e Antonella Matticoli (avvocati Gabriele Melogli e Claudio Sgambato), funzionaria del Settore urbanistica.

In ballo, oltre ai 70mila euro già ricordati, altri 80mila euro che, secondo gli inquirenti, sarebbero stati promessi per seguire la definizione di nove pratiche, con la presunta dazione a Santamaria in quattro occasioni, da giugno ad ottobre 2025, di 10mila euro, metà dei quali sarebbero andati a Matticoli.

Circostanze sulle quali Santamaria (aggiornamnto ore 16.50) ha risposto, non prima di esersi commosso, ammettendo di aver fatto degli errori.

L'elenco degli indagati comprende anche Antonella Moretti, Maurizio Perlingieri – avvocato Sergio Rsndo - Vincenzo Rosiello (avvocato Angelo Leone), di Benevento, Vincenzo Caretti (avvocato Gerardo Giorgione), di San Giorgio La Molara, Nascenzio Iannace (avvocati Carmine Cavuoto e Marcelo D'Auria), di San Leucio del Sannio, Giorgio Saginario (avvocato Vincenzo Regardi), di Benevento, Antonio Caporaso (avvocati Mauro Carrozzini e Stefano Montone), di Ponte, Pio Minicozzi (avvocato Sergio Rando), di Benevento, Antonio Iannella (avvocato Giuseppe Sauchella e Gianpiero Pirolo), di Torrecuso, Domenico D'Agostino (avvocato Angelo Raucci), di Limatola, Giovanni D'Occhio (avvocato Angelo Leone), di Torrecuso, Renato Parente (avvocato Sergio Rando), di Benevento,  Raffaele Basso (avvocato Giacomo Pace), di Napoli, Paolo Papapietro (avvocato Giancarlo Bencivenga), di Tricarico, Romeo Melillo (avvocato Angelo Leone), di Montesarchio.

A loro si aggiunge Carmine Iannella (avvocato Giuseppe Sauchella), tirato inn ballo solo per il versante relativo ai fondi europei per Piano Borea, mentre dalla lista è stata stralciata, per motivi di salute, la posizione di Lorenzo Iannotti (avvocato Antonio Leone), di San Lorenzo Maggiore.

Si tratta di amministratori, funzionari, dipendenti del Comune di Benevento, tecnici ed imprenditori, due sindaci della provincia, nei confronti sono state prospettate, a vario titolo, le ipotesi di reato di concussione corruzione, ricettazione e violazione della legge sul finanziamento ai partiti.