Napoli

 

Non si placano le tensioni nei Campi Flegrei. La decisione di Rete Ferroviaria Italiana (RFI) di non riaprire la tratta della Metropolitana Linea 2 compresa tra Napoli Campi Flegrei e Pozzuoli ha scatenato la dura reazione dei sindaci del territorio. Al termine di un tavolo interistituzionale, i primi cittadini Luigi Manzoni (Pozzuoli), Josi Gerardo Della Ragione (Bacoli), Antonio Sabino (Quarto) e Salvatore Scotto Di Santolo (Monte di Procida) hanno espresso un fermo e unanime rifiuto di fronte all'ennesimo rinvio. Il sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni, ha persino abbandonato la riunione in segno di aperta protesta contro i vertici ferroviari.

La causa dello stop e il vertice dello scontro

La parziale interruzione del collegamento ferroviario, che connette la zona orientale di Napoli con il litorale flegreo, risale allo scorso giugno 2026. La sospensione del servizio si era resa necessaria a seguito delle scosse legate al fenomeno del bradisismo, che avevano causato una concentrazione anomala e pericolosa di anidride carbonica all'interno della galleria del Monte Olibano. Nonostante le rassicurazioni fornite nelle scorse settimane da RFI circa una imminente ripresa della circolazione, i recenti test effettuati nella galleria hanno portato l'azienda a confermare il blocco a tempo indeterminato, scatenando l'ira delle istituzioni locali.

Le dichiarazioni dei primi cittadini: "Risposta irricevibile"

In una nota congiunta, i quattro sindaci flegrei hanno espresso tutto il proprio sdegno per una situazione ormai ritenuta insostenibile: "Siamo stanchi e non permetteremo a nessuno di prenderci in giro. Ci avevano garantito che la tratta sarebbe stata riaperta e che si trattava solo di attendere. Abbiamo chiesto pazienza ai nostri cittadini, la stessa che abbiamo mostrato noi. Oggi invece ci dicono che la linea non riaprirà e che non esiste una data certa. È una risposta irricevibile, in totale contrasto con le interlocuzioni avute finora."

Il blocco prolungato continua infatti a gravare pesantemente sulla vita quotidiana di migliaia di lavoratori, studenti e famiglie dell'area flegrea, che vedono negato il diritto fondamentale alla mobilità pubblica in un territorio già messo a dura prova dalla crisi sismica.

Le richieste a RFI: navette adeguate e cantiere risolutivo

Di fronte all'incertezza sui tempi di riapertura, i primi cittadini hanno avanzato richieste chiare e immediate a RFI e agli enti preposti:

Potenziamento dei trasporti sostitutivi: i bus e le navette dovranno garantire corse adeguate alla reale domanda dell'utenza e frequenze tali da limitare i disagi per i pendolari.

Rispetto delle scadenze per i lavori: gli interventi infrastrutturali già programmati da RFI, con inizio previsto per metà dicembre, dovranno essere tassativamente risolutivi di tutte le criticità tecniche e ambientali.

"Non è ammissibile che a una comunità già provata dal bradisismo venga negato persino il trasporto pubblico", hanno concluso i sindaci, preannunciando la volontà di mettere in campo ogni azione istituzionale e legale possibile per tutelare i diritti dei residenti.

La Regione Campania: da Rete Ferroviaria nessuna soluzione 

"Prendo atto - dice l'assessora alla Protezione Civile della Regione Campania, Fiorella Zabatta, al termine della riunione del tavolo regionale dedicato alla riapertura in sicurezza della galleria Flegrea- che, nonostante gli sforzi che come Regione Campania abbiamo profuso in questi mesi, Rete Ferroviaria Italiana non ha presentato alcuna soluzione per superare le criticità legate alla presenza di CO2 nella galleria della Linea 2, tra Napoli Campi Flegrei e Pozzuoli e che, pertanto, la tratta non sarà riaperta, almeno nel breve periodo". "In questi mesi - ricorda Zabatta - insieme al collega assessore ai Trasporti Mario Casillo, abbiamo lavorato senza sosta, contribuendo anche attraverso il tavolo regionale a individuare possibili soluzioni. Abbiamo chiesto ai cittadini, ai lavoratori e agli studenti di avere pazienza, nell'attesa che quelle soluzioni venissero concretamente messe in campo da Rfi. Oggi, dopo mesi di attesa e di confronto istituzionale, prendiamo atto che Rfi non ha dato seguito alle soluzioni prospettate e non è stata in grado di indicare un percorso concreto per la riapertura della tratta". La Regione ha garantito, a partire dalle prime ore post sisma, piena collaborazione istituzionale e supporto al confronto tecnico, nella consapevolezza della complessità del fenomeno e della necessità di tutelare la sicurezza dei cittadini e dei lavoratori. A questo impegno avrebbe però dovuto corrispondere, da parte di Rfi, l'individuazione di interventi, responsabilità operative e tempi di attuazione. "Stigmatizziamo - conclude l'assessore - un atteggiamento che, in assenza di proposte risolutive e di una prospettiva definita, non offre risposte adeguate alle esigenze del territorio, ai tanti lavoratori e lavoratrici pendolari, agli studenti e ai cittadini tutti. Da un gestore dell'infrastruttura ferroviaria ci si attende la capacità di affrontare le criticità e di individuare le condizioni per superarle, di indicare un percorso operativo chiaro, sostenuto da valutazioni tecniche e da un cronoprogramma certo. Constatiamo che, dopo mesi di interlocuzioni istituzionali, gli intendimenti non si sono tradotti in risultati concreti per i cittadini".