Napoli

 Non una scelta strategica, ma un’obbligata contabilità. La formazione che Massimiliano Allegri sarà costretto a schierare domani sera ad Oporto per la delicata sfida di Champions League non lascia spazio a dubbi né a tatticismismi dell'ultimo minuto. Più che una rosa, quello azzurro sembra un bollettino di guerra: i calciatori disponibili sono quindici, volendo essere ottimisti, a fronte di ben undici assenti. Praticamente mezza squadra ai box.

Le scelte per il tecnico livornese sono praticamente obbligate in ogni reparto. In porta, con Milinkovic-Savic ancora bloccato dall'infortunio muscolare patito contro la Juventus, toccherà a Meret difendere i pali. La linea difensiva a tre sarà composta forzatamente da Rrahmani, Rafa Marin e Beukema, unici centrali superstiti in lista.

Sulle corsie esterne agiranno Politano e Lang, mentre la cerniera di centrocampo vedrà protagonisti McTominay e Anguissa. Resta il nodo legato alle condizioni di De Bruyne: se i dolori alla caviglia saranno del tutto smaltiti, il belga prenderà le chiavi della trequarti, altrimenti sarà Gilmour a rilevare il posto da titolare. In avanti si rivede Hojlund, che ha smaltito il virus influenzale dei giorni scorsi e si candida a fare coppia con uno tra Lucca e Giovane.

A fotografare la gravità del momento è però lo sguardo verso la panchina. Oltre ai portieri di riserva, gli unici giocatori di movimento a disposizione di Allegri saranno Vergara e il componente dell'attacco destinato all'iniziale esclusione (uno tra Lucca e Giovane). Per completare la distinta, il tecnico dovrà attingere a piene mani dalla formazione Primavera.

Un'emergenza che ricorda da vicino le difficoltà già affrontate da Antonio Conte nella sfida casalinga contro il Verona, con una differenza fondamentale: in quell'occasione la panchina poteva comunque contare su elementi del calibro di Juan Jesus, Marianucci, Spinazzola, Olivera e Lucca. Lusso che Allegri, nella notte di Oporto, potrà soltanto sognare.