Una scia di sangue, piombo e terrore che dal 2024 ha insanguinato le strade della periferia nord-occidentale di Napoli, culminata nel ferimento di un passante innocente che ha perso la vista da un occhio. All'alba di oggi, la Polizia di Stato ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 28 appartenenti a tre differenti organizzazioni criminali attive nel quartiere Pianura. L'imponente operazione, condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Napoli e dal locale Commissariato, ha consentito di ricostruire le dinamiche interne alla camorra di periferia, svelando le violente trasformazioni dei clan Perfetto, Lago e Musto.
La faida di Pianura: 13 "stese" nel 2025 e il ferimento di un passante
L'indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Napoli fa luce su una sanguinosa guerra di camorra scoppiata tra il 2024 e il 2025. Al centro degli scontri vi è l'ascesa del clan Perfetto, riuscito ad affermare la propria egemonia egemonizzando il territorio a discapito dei gruppi storici Lago e Musto. Gli indagati sono accusati a vario titolo di Associazione di stampo mafioso, Estorsione e traffico di sostanze stupefacenti, Detenzione, porto e vendita abusiva di armi da fuoco (con l'aggravante delle modalità mafiose).
Come evidenziato dal Questore di Napoli, Fausto Lamparelli, e dal capo della Squadra Mobile, Mario Grassia, la nuova mappa criminale di Pianura è guidata da boss giovanissimi ed estremamente pericolosi. Dotati di spiccata capacità imprenditoriale e in grado di stringere alleanze strategiche con altri cartelli cittadini, questi gruppi mantengono il controllo sociale ed economico del quartiere attraverso il racket ai danni dei commercianti, il racket per l'impiego nelle piazze di spaccio e l'erogazione delle cosiddette "mesate" (i sussidi alle famiglie dei detenuti).
A caratterizzare questa fase del conflitto è stato l'uso sistematico della violenza cieca. Dall'inizio del 2025 a oggi sono state accertate ben 13 "stese", i raid armati a scopo intimidatorio con colpi esplosi ad altezza d'uomo o in aria. In una di queste occasioni, il 10 ottobre scorso, un cittadino peruviano di 59 anni, del tutto estraneo ad ambienti criminali, è stato raggiunto al volto da un proiettile vagante mentre attendeva l'autobus per andare a lavorare, riportando la perdita irreversibile dell'occhio sinistro.
«In occasione della stesa del 10 ottobre scorso, un passante fu ferito al volto da un proiettile vagante perdendo irreversibilmente la vista dell'occhio sinistro», ha ricordato con fermezza il Procuratore Capo di Napoli, Nicola Gratteri.
L'affondo di Nicola Gratteri: «Ufficio Gip al collasso, servono 10 magistrati»
Se da un lato l'operazione testimonia l'efficacia del contrasto investigativo, dall'altro la conferenza stampa è stata il teatro di un duro sfogo istituzionale del Procuratore Capo Nicola Gratteri. Il capo della Procura partenopea ha lanciato un drammatico allarme sullo stato della giustizia a Napoli, puntando il dito contro la gravissima carenza di organico che affligge l'Ufficio dei Giudici per le Indagini Preliminari (GIP).
«A settembre erano ferme al Gip 1.300 richieste di misure cautelari, ad oggi sono 1.590 ed entro Natale arriveremo a 2.000. Servono almeno 10 giudici all'Ufficio Gip, altrimenti non reggono il ritmo della Procura», ha denunciato Gratteri.
Il Procuratore ha sottolineato come la Procura abbia più che triplicato la propria produzione operativa e le rogatorie internazionali rispetto al 2022, aprendosi al contrasto di una camorra ormai proiettata su scala globale. Tuttavia, a fronte dell'incremento dei magistrati in DDA, la pianta organica dei giudici delle indagini preliminari è rimasta invariata.
«Ho già sollevato il problema a settembre, ma non ho registrato alcun cambiamento. L'Ufficio Gip lavora tantissimo e i magistrati sono bravissimi, ma non possono reggere questi ritmi. Spero che qualcuno a Roma ci ascolti e intervenga prima del blocco totale.»
Sicurezza e tecnologia: 1.400 telecamere contro i clan
Nonostante il quadro critico dell'amministrazione giudiziaria, Gratteri ha voluto rassicurare l'opinione pubblica tenendo a precisare che la situazione della sicurezza in città non è fuori controllo, smentendo gli allarmi allarmistici circolati di recente.
Il contrasto alla criminalità organizzata si sta avvalendo in modo decisivo dell'innovazione tecnologica. Grazie alle risorse stanziate dal Capo della Polizia e alla sinergia con il Comune di Napoli, sul territorio cittadino e nei comuni limitrofi sono state installate oltre 1.400 telecamere di videosorveglianza di ultima generazione. Strumenti decisivi che, come confermato dagli inquirenti, hanno fornito riscontri probatori fondamentali anche per la ricostruzione dei raid armati dell'operazione di Pianura.