Domenica Report torna su Rai3, ma sarà una ripartenza diversa da tutte le precedenti. Per la prima volta dopo anni, alla guida del programma non ci sarà Sigfrido Ranucci. A raccoglierne l'eredità saranno Daniele Piervincenzi e Claudia Di Pasquale, chiamati a condurre una trasmissione che arriva al nuovo appuntamento televisivo dopo mesi di tensioni, polemiche e cambiamenti interni. Il debutto sarà accompagnato da un'inchiesta destinata a riportare al centro dell'attenzione proprio la vicenda che ha segnato l'uscita di scena dello storico conduttore: il caso Valter Lavitola e l'attentato subito dal giornalista.
Il programma riparte dunque da una delle pagine più controverse della propria storia recente. La scelta editoriale è significativa perché porta davanti alle telecamere una vicenda che ha coinvolto direttamente chi ha guidato per anni la trasmissione. Il servizio, realizzato dallo storico inviato Daniele Autieri, ricostruirà le attività dell'ex direttore dell'Avanti, soffermandosi sul cantiere navale Vittoria di Adria, in provincia di Rovigo, e sui presunti tentativi di depistare le indagini relative al movente dell'attentato.
L'inchiesta su Lavitola e il caso Ranucci
Il servizio di apertura rappresenta il passaggio più delicato della nuova stagione. Valter Lavitola, personaggio già al centro di importanti vicende giudiziarie, è stato indicato nelle ricostruzioni giornalistiche come il mandante reo confesso dell'attentato contro l'ex conduttore. Il ruolo attribuitogli e le circostanze dell'accaduto restano parte di una vicenda da distinguere nelle sue dimensioni investigative, giudiziarie e giornalistiche.
L'inchiesta promette nuovi documenti e testimonianze, con particolare attenzione ai rapporti, alle attività e ai comportamenti dell'ex faccendiere. Uno dei punti centrali sarà proprio il tentativo di orientare altrove la ricostruzione delle ragioni dell'attentato.
Non sarà un passaggio semplice per la redazione. La vicenda ha contribuito ad alimentare un confronto interno ed esterno alla Rai, fino al cambio di conduzione deciso alla fine di agosto. La rimozione di Ranucci ha suscitato reazioni anche tra i telespettatori, molti dei quali continuano a identificare il programma con il giornalista che ne ha consolidato negli anni la popolarità.
La nuova squadra dovrà quindi affrontare una doppia prova: raccontare una vicenda che riguarda il proprio passato recente e dimostrare di poter mantenere l'identità giornalistica della trasmissione.
Un editoriale per spiegare il nuovo corso
La prima puntata si aprirà eccezionalmente con un editoriale dei nuovi conduttori. Piervincenzi e Di Pasquale avranno il compito di accompagnare il pubblico nella nuova fase, affrontando il cambiamento senza ignorare quanto accaduto nei mesi precedenti.
La scelta di affidare l'apertura a un intervento diretto rappresenta un segnale preciso. Non soltanto una presentazione dei nuovi volti, ma anche l'occasione per chiarire la linea editoriale e il rapporto di continuità con il lavoro svolto dalla redazione.
Il passaggio di consegne arriva infatti in un clima particolare. La trasmissione conserva un pubblico affezionato, ma sui social non sono mancate critiche alla sostituzione dello storico conduttore. Per una parte degli spettatori, il nome di Ranucci resta strettamente legato alla credibilità e al metodo investigativo del programma.
La nuova conduzione dovrà confrontarsi con queste aspettative, puntando soprattutto sulla forza delle inchieste e sulla capacità di documentare fatti di interesse pubblico.
Torna la sigla delle origini, Report Lab cambia nome
Le novità riguarderanno anche la veste televisiva. La nuova stagione recupererà una sigla molto simile a quella utilizzata agli esordi, abbandonando la versione più recente. Una scelta che richiama la storia della trasmissione proprio mentre cambia la sua guida.
Anche lo spazio dedicato ai giornalisti più giovani subirà una trasformazione. Il laboratorio ideato da Sigfrido Ranucci insieme a Franco Di Mare, nato per valorizzare inchieste locali, questioni sociali e diritti umani, assumerà il nome di Report Play.
Cambierà quindi la denominazione, mentre l'obiettivo dichiarato resta quello di dare spazio a nuovi autori e a temi che difficilmente trovano un'attenzione continuativa nei grandi programmi di informazione.
La continuità con il passato sarà affidata anche alla redazione storica, composta da giornalisti e inviati che hanno contribuito a costruire negli anni l'identità del programma.
Il red team, una squadra indipendente per verificare le inchieste
La trasformazione più importante potrebbe però essere quella meno visibile al pubblico. All'interno della redazione è stata costituita una squadra autonoma dedicata alla verifica preventiva dei servizi. Si chiama red team e prende ispirazione da un modello di controllo giornalistico utilizzato anche in Svezia.
Il principio è quello di sottoporre ogni inchiesta a una verifica particolarmente rigorosa prima della messa in onda. I giornalisti incaricati del controllo non devono limitarsi a confermare le conclusioni degli autori, ma cercare eventuali contraddizioni, ricostruzioni alternative ed elementi che potrebbero indebolire la tesi iniziale.
Il lavoro riguarda la solidità delle fonti, l'esattezza dei documenti, la corrispondenza delle dichiarazioni e la corretta rappresentazione delle posizioni delle persone coinvolte.
È un sistema che introduce una forma di contraddittorio interno nella fase di preparazione delle inchieste. L'obiettivo è individuare eventuali errori prima della pubblicazione, rafforzando l'affidabilità dei contenuti e riducendo il rischio di contestazioni fondate su imprecisioni o ricostruzioni incomplete.
Per una trasmissione che affronta spesso questioni politiche, economiche e giudiziarie, la scelta rappresenta un investimento importante sul metodo di lavoro.
Gli youtuber della sicurezza e il business del degrado
La prima puntata non sarà dedicata esclusivamente al caso Lavitola. Tra i servizi annunciati figura anche un'inchiesta di Luca Bertazzoni sulla galassia degli youtuber e degli influencer di destra che realizzano contenuti legati alla sicurezza urbana.
Al centro dell'approfondimento ci sarà il modo in cui il racconto del degrado delle città viene trasformato in contenuto digitale, capace di generare visualizzazioni, consenso e ricavi pubblicitari.
Il servizio analizzerà i rapporti tra questa produzione online e il dibattito politico, con particolare attenzione ai messaggi sulla criminalità, sull'immigrazione e sulla sicurezza.
Un fenomeno che attraversa il mondo dei social network e pone interrogativi sul confine tra denuncia di problemi reali, costruzione di narrazioni allarmistiche e utilizzo politico delle immagini.
La legge Salvamare rimasta senza decreti attuativi
Un altro approfondimento sarà dedicato alla legge Salvamare, approvata nel 2022 durante il governo di Mario Draghi per contrastare l'inquinamento marino e favorire il recupero dei rifiuti raccolti accidentalmente dai pescatori.
La normativa nasceva con un obiettivo concreto: consentire agli operatori della pesca di riportare a terra i materiali recuperati nelle reti senza dover sostenere costi aggiuntivi per il loro smaltimento.
L'applicazione della legge è però rimasta incompleta per la mancata adozione dei decreti attuativi necessari a rendere pienamente operative alcune disposizioni. L'inchiesta esaminerà le responsabilità amministrative e politiche di questo ritardo, che riguarda anche l'esecutivo guidato da Giorgia Meloni.
Il tema assume particolare rilevanza per la presenza di plastiche e microplastiche negli ecosistemi marini, con conseguenze sull'ambiente e sulla catena alimentare.
L'approfondimento cercherà di chiarire perché una legge approvata dal Parlamento non abbia ancora trovato piena applicazione e quali siano gli ostacoli che ne impediscono il funzionamento.
La benedizione di Milena Gabanelli e il futuro di Ranucci
A incoraggiare la nuova squadra è arrivata anche Milena Gabanelli, ideatrice e storica conduttrice della trasmissione. Nelle scorse settimane la giornalista ha visitato la redazione per augurare buon lavoro ai colleghi.
Un sostegno ribadito pubblicamente durante la trasmissione L'Elefante, su Rai3, con parole di incoraggiamento e un saluto che richiama il legame con la storia del programma: «Un enorme in bocca al lupo. Evviva Report».
Nel frattempo Sigfrido Ranucci ha avviato una nuova fase professionale all'interno del servizio pubblico. Da vicedirettore di RaiNews24 coordina Spotlight, il programma di giornalismo investigativo partito lunedì 2 novembre, senza assumerne direttamente la conduzione.
Due percorsi che si separano dopo anni di collaborazione e una vicenda che ha avuto un forte impatto sul mondo dell'informazione televisiva.
Per Report, l'appuntamento dell'8 novembre non sarà quindi soltanto il ritorno in palinsesto. Sarà il primo confronto con il pubblico dopo una trasformazione profonda, nel quale le novità organizzative, i nuovi conduttori e le inchieste dovranno trovare un equilibrio.
La sfida sarà conservare la capacità di indagare sulle zone meno trasparenti del potere senza rinunciare al rigore giornalistico. E la scelta di cominciare proprio dalla vicenda Lavitola-Ranucci indica quanto il passato recente sia ancora parte integrante del futuro della trasmissione.