Benevento

Le “perle” di Enrico Fedele nella sua ormai tradizionale rubrica “Il bello, il brutto e il cattivo” ad Ottochannel. Il direttore si ascolta con grande piacere, non potrebbe essere diversamente per un uomo che ha conosciuto tutto lo scibile del mondo calcistico. Esordisce con poche parole, estremamente dirette: “Sono arrabbiato per le critiche eccessive arrivate, il Benevento non è nato per vincere il campionato. Certo, ci sono delle discrasie, ma anche equilibri di spogliatoio. Abbiamo preso gol per due errori stupidi”. La disamina parte da quegli avvicendamenti che molti hanno criticato: “Il turn over serviva per dare un po' di respiro a qualcuno. Una cosa invece è certa: il Benevento non può giocare a due a centrocampo, ma a tre, con Maita e due mediani. Non può invece giocare con due giocatori che siano due organizzatori, uno che parte dal basso e l'altro che è un play, cioè con Maita e Prisco. Questa è l'unica critica che mi trova d'accordo. Le altre le lascio perdere”.

“Mai perdere l'identità offensiva”

“Il Benevento – spiega Fedele - ha nel suo dna la caratteristica di attaccare, anche in maniera sconsiderata qualche volta: questo è un po' il suo difetto, ma anche il pregio di questo Benevento. La verità è che dobbiamo essere un po' più realisti, la squadra giallorossa deve arrivare a 46 punti e poi vediamo”.

“Un cammino autoritario, in proiezione vale 60 punti”

Il direttore anticipa uno dei temi della ribrica: “Il 'bello' è il cammino del Benevento fino ad ora: 15 punti in dieci partite. In una proiezione il Benevento può arrivare a 60 punti, un traguardo che nessuno si sarebbe aspettato. Allora valutiamo tutto con un po' di ottimismo. Resta il fatto che vicino a Maita, organizzatore, ci vogliono due cursori. Le partite si giocano con 14-15 giocatori, ma l'ossatura è quella”.

“Allo Zini partita un po' strana”

"Sì, è stata una partita strana, con errori individuali, ma l'allenatore nei limiti del rispetto dei suoi giocatori deve dare soddisfazione a tutti. Noi dobbiamo stare calmi, stiamo facendo un gran campionato, dobbiamo dire grazie a questo ragazzo (Floro Flores) che ha fatto passi da gigante e tiene la squadra unita. Era partito con due centrocampisti, poi ha rivisto un po' le cose, ma non ha perso la sua vocazione offensiva. Questa è la sua identità e non la deve perdere: qalche volta bisogna far intimorire anche l'avversario”.

Arriva il derby coi Lupi

“E' bellissimo vederle tutte e due a 15 punti. L'Avellino ha fatto delle buone partite, anche se nella fase difensiva lascia un po' a desiderare, così come il Benevento ha una bella fase offensiva. Penso al presidente Vigorito: il derby con l'Irpinia lo intriga, lo avrebbe vissuto intesamente anche suo fratello Ciro. Spero che sia una festa sugli spalti: in campo vincerà chi è più forte, ma anche chi è più fortunato”.