Aumentano i casi di tumore al seno in donne giovani. Lo dicono i dati, lo confermano i sanitari della Breast Unit del Moscati di Avellino, guidata da carlo Iannace, che assistono donne sempre più giovani, affette da forme aggressive di carcimoma. Dati su cui riflettere, che impongono una riflessione seria su come predisporre i piani di prevenzione della sanità pubblica. Lo conferma Assiya Nasri, giovane studentessa di matematica, originaria del Marocco e residente a San Michele di Serino, che racconta la sua storia, per invitare tutte le donne a sottoporsi a controlli costanti e tempestivi.
Dal Marocco all'Italia, l'amore per la matematica e la malattia
"Vengo dal Marocco, ero arrivata da pochi anni per raggiungere mio padre - spiega Assiya -. L'idea era quella di finire gli studi di matematica in Italia, imparare una nuova lingua oltre il francese. Prima volevo studiare ingegneria gestionale, poi decisi di seguire la mia grande passione, l'amore per la matematica. In Italia ho trovato anche l'amore e così giovanissima decisi, con quello che allora era il mio fidanzato, di sposarmi. Era un periodo di grande gioia, fiducia nel futuro, speranza. Ma qualcosa in me non andava. Ho una ottima conoscenza del mio corpo e sentivo che qualcosa non andava. Decisi di sottopormi a molte indagini, esami. Non emerse un nulla, fino a quando un giorno avvenne la scoperto. Lo ricordo precisamente avevo 23 anni, oggi ne ho 25, ero sdraiata sul letto e sentii sotto le mani quella pallina. Quel giorno segnò l'inizio di una nuova vita, di una nuova visione e percezione della vita".
La scoperta della pallina
Dopo cinque mesi di matrimonio Assiya scoprì di essere affetta da un tumore, maligno, in stado avanzato al seno. "Iniziarono i mesi di cure, intervento - spiega -. Un pò per cultura, molto per carattere ho deciso di affrontare tutto a modo mio. Con grande consapevolezza decisi di vivere l amalattia con serenità e con il sorriso, senza mai smarrire la cura e amore per me stessa. Ho riflettuto profondamente in quei mesi sul senso stesso della vita. Un dono che spesso sciupiamo, smarrendoci in inutili sofferenze emotive. Credo sempre che quando qualcuno si ammala abbia il diritto di soffrire, piangere, isolarsi. Ma ogni sofferenza credo debba avere un tempo e serve necessariamente reagire".
La storia di Assiya, la prevenzione
La vita di Assiya continua a cambiare come quella di tutti. Si è eparata da suo marito, continua a studiare e lavorare, ma soprattutto è guarita e racconta la sua storia per consegnare un esempio di fiducia e speranza a tante donne che stanno affrontando le stesse sofferenze.
"La mia storia mi auguro soprattutto serva ad altre donne, affinchè si curino e facciano prevenzione, oltre i parametri indicati dal ministero della salute. Le donne giovani si ammalano purtroppo come quelle molte anziane. Quindi bisogna curarsi, fare prevenzione e qualora ci si ammali credo bisogni affidarsi ai medici, alle cure. Bisogna essere ottimisti, bisogna conservare una energia positiva che consenta di affrontare con il giusto atteggiamento emotivo e metale le terapie, la vita che scorre". Dop