"Buongiorno, siamo i carabinieri, stiamo indagando su una rapina avvenuta nel nord Italia e dobbiamo necessariamente effettuare un controllo nella vostra abitazione per verificare la provenienza di denaro, oro e gioielli. Non vi spaventate, verrà un militare direttamente a casa vostra per effettuare questa verifica".
Da un lato la solita telefonata allarmistica ad opera di professionisti del crimine fino a generare un profondo stato di ansia, dall'altro la presenza di un estraneo in casa, quasi in contemporanea per finalizzare la truffa facendo leva sulla paura.
E' quanto accaduto ad Ariano Irpino, nella centralissima via Vitale, a pochi passi dal capolinea autobus di Piazza Mazzini ai danni di un'anziana di 88 anni.
Un raggiro durato pochi minuti e andato a buon fine con un bottino pesantissimo tra denaro, oro e gioielli che un'anziana aveva in casa, all'interno di un condominio dove vive da sola. Stando ad una prima stima non ancora definitiva, si aggirerebbe sugli 80.000 euro e forse più.
Risparmi di una vita che l'anziana ha preferito tenere custoditi in casa, andati in fumo nel giro di pochi minuti.
Il finto carabiniere entrato nell'abitazione, ha chiesto alla donna di posizionare in ordine tutto su un tavolo, soldi e oro per effettuare foto e verifiche. Ha poi invitato l'anziana a recarsi in bagno, a lavarsi le mani per poter rilevare le impronte. Al suo ritorno, non ha trovato più nè il truffatore e nè soldi e oro sul tavolo.
Solo in quel momento si è resa conto di essere stata incredibilmente raggirata. Quando sul posto è arrivata la polizia era ormai già troppo tardi. Indagini sono in corso da parte degli uomini del commissariato arianese diretti dal vice questore Giulio Masini, ma dei malviventi, nessuna traccia. Episodio che per una strana coincidenza è avvenuto mentre gram parte delle forze dell'ordine erano presenti a Piano della Croce per la cerimonia del 4 novembre.
La polizia invita ancora una volta, anziani, persone sole ma in generale tutti, a prestare massima attenzione alle truffe nelle abitazioni sempre più frequenti e con varianti diverse.
L’inganno inizia con l’invio alla vittima di un messaggio, nel quale quello che si presenta come un parente prossimo, di solito un nipote o un figlio, scrive un messaggio asserendo che gli è stato rubato (o che ha smarrito) il cellulare, indica il nuovo numero e chiede soldi, adducendo le ragioni più disparate: non riesce ad accedere al conto corrente e ha urgente bisogno di effettuare pagamenti, è rimasto in panne con l’auto e necessita di denaro per pagare subito il soccorso stradale, è stato fermato dalla polizia perché c’è stata una rissa e servono soldi per l’avvocato, etc.
Una volta innescata l’emergenza emotiva e convinta la vittima che il suo aiuto è essenziale, i truffatori la inducono ad effettuare versamenti di denaro attraverso bonifici istantanei, ricariche su carte prepagate o pagamenti immediati attraverso servizi di Money Transfer (Mooney, Sisal Pay, etc.).
Esistono anche delle varianti di questa tipologia di truffa.
Il truffatore chiama al telefono la vittima, qualificandosi come un appartenente alle Forze dell’ordine o un avvocato o un medico e la informa che un familiare stretto, un figlio o un nipote, ha provocato un incidente stradale e rischia di essere arrestato o ricoverato.
Se l’interlocutore appare incredulo, il truffatore evidenzia che il sinistro è stato grave, che ci sono dei feriti, che il ragazzo ha tentato di scappare o ha opposto resistenza e, quindi, è stato fermato e condotto in caserma, perciò non può parlare personalmente al telefono.
Il truffatore afferma di essere in grado di sistemare le cose con i colleghi o, se si è spacciato per avvocato o medico, assicura la scarcerazione e quindi il rilascio immediato o l’alterazione del referto delle analisi. Per fare tutto questo, ci vuole un compenso, in denaro contante, da consegnare a un complice del truffatore, il quale dice che un suo collega, nel giro di pochi minuti, si recherà personalmente a casa per ricevere quanto pattuito. Ovviamente si presenterà in borghese raccomandando discrezione, per non dare pubblicità alla vicenda.
Se la vittima sostiene di non avere disponibilità immediata di quella cifra in contanti, il truffatore replica che si accontenta anche di oggetti preziosi di pari valore, come gioielli o orologi.
In alcuni casi viene chiesta una cauzione per evitare l’arresto, da consegnare in contanti al poliziotto o carabiniere. Attenzione: la cauzione non è prevista dalla legge italiana! A volte i truffatori si assicurano che la vittima non comunichi verso l'esterno tenendo occupata sia la linea fissa, sia il cellulare.
Consigli per i figli, nipoti e parenti stretti: Non lasciate soli i vostri anziani. Anche se non abitate con loro, fatevi sentire spesso e interessatevi dei loro problemi quotidiani.
Ricordategli sempre di adottare tutte le cautele necessarie nei contatti con gli sconosciuti. Se hanno il minimo dubbio, fategli capire che è importante chiedere aiuto a voi, a un vicino di casa oppure contattare il numero unico di emergenza 112. Ricordate che, anche se non ve lo chiedono, gli anziani hanno bisogno di voi.
Consigli per i vicini di casa. Se nel vostro palazzo abitano anziani soli, scambiate ogni tanto con loro quattro chiacchiere. La vostra cordialità li farà sentire meno soli. Esortateli a contattarvi per chiarire ogni dubbio, se alla loro porta dovessero presentarsi degli sconosciuti. La vostra presenza li renderà più sicuri. Segnalate al numero unico di emergenza 112 ogni circostanza anomala o sospetta che coinvolga l'anziano vostro vicino di casa.
Consigli per gli impiegati di banca o di uffici postali. Quando allo sportello si presenta un anziano e fa una richiesta anomala o spropositata di denaro contante, dedicate un minuto a parlare con lui. Basta poco per evitare un dramma. Spiegategli che all'esterno di banche ed uffici postali nessun impiegato effettua controlli. Per ogni minimo dubbio esortateli a contattarvi.
Infine, è bene ricordare che né la Polizia di Stato o altre forze dell’ordine, né gli istituti bancari, richiederanno mai di comunicare, telefonicamente o via mail, codici personali o password temporanee. Se si riceve una telefonata o un messaggio di posta elettronica di questo tipo, si tratta certamente di un tentativo di truffa!