Benevento

Floro Flores contro Nesta, un ex attaccante contro un difensore. Già questo aspetto dovrebbe dare le prime indicazioni sul modo di gestire le loro squadre. 4-3-3 per il Benevento, 3-5-2 per l'Avellino, due modi diversi di intendere il calcio, la ricerca dell'assetto migliore per esaltare le doti dei propri giocatori, a prescindere dai numeri espressi dai moduli. 

Avellino, centrocampo giovane e dinamico

A prima vista l'Avellino sembra più pratico: contro il Pisa ha spesso trasformato il recupero del pallone in opportunità offensive, duelli aggressivi, grande percentuale di seconde palle e inserimenti in avanti dei centrocampisti. Nesta ha un settore centrale giovane, ma ricco di qualità: età media 22,6. L'italo-norvegese ex Juve, Palumbo a schermare la difesa a tre, Di Maggio (ex Inter) e Besaggio (ex Genoa e Juve) pronti ad inserirsi e a sostenere la manovra offensiva. Poi i due esterni di grande fisicità, Missori (prestito dal Sassuolo) e Moruzzi (prestito Juve) che garantiscono ampiezza e coralità. Il tutto rifinito dai due attaccanti, Russo, in gran spolvero, e Cheddira, l'acquisto più costoso del mercato estivo. 

Benevento, palleggio e controllo del gioco

Il Benevento avrà lo stesso numero di elementi al centro della manovra, schierati quasi a specchio con gli avversari: Maita a schermare la difesa, Kouan a far legna, Siatounis che deve inserirsi e spesso affiancare Salvemini. Lavoro importante per i due giocatori di fascia, che si presume possano essere Cherubini (o Lamesta) a destra e Okereke a sinistra. Chiamati ancora una volta a offendere e coprire le avanzate degli esterni irpini. Sulle corsie, considerata la linea a quattro della difesa giallorossa, è pensabile che ci possa essere superiorità numerica in alcune circostanze, con Sernicola e Beruatto pronti a inserirsi e a sovrapporsi con gli esterni alti. 

Una partita a scacchi

Sarà una partita a scacchi prima che una sfida dagli alti contenuti agonistici. Floro ha battuto molto nelle esercitazioni sulla velocità della manovra. Il giro palla, leitmotiv del gioco giallorosso deve essere accelerato e non lento, per non dare subito modo all'avversario di raddoppiare sulle corsie. 

Tatticamente ci saranno tanti spunti che tireranno in ballo l'abilità dei due timonieri, ma poi sul terreno di gioco servirà compattezza e aggressività per sublimare le qualità richieste da questo terribile campionato di serie B. 

Ci sono i presupposti per vedere una bella partita. Il Benevento vuole trovare gli stimoli maggiori nella voglia di riscatto dopo il ko di Cremona. E quale migliore occasione di un derby perchè questo accada...?