La Procura della Repubblica presso la Corte dei Conti della Campania contesta un danno erariale di quasi 13,7 milioni di euro a cinque persone. Il danno sarebbe il risultato di una serie di corruzioni commesse per condizionare le sentenze della Commissione tributaria regionale di Salerno.
Tra i destinatari ci sono due ex giudici tributari, due ex funzionari della Commissione tributaria, sezione di Salerno, e un ex libero professionista. Gli inviti a dedurre sono stati emessi dai vice procuratori Gianluca Bragò e Davide Vitale, con il procuratore regionale Giacinto Dammicco, e notificati dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Salerno.
IL SEQUESTRO CONSERVATIVO
Per due dei destinatari è stato disposto un sequestro conservativo di beni mobili, immobili e crediti. L'importo è pari al danno erariale calcolato.
LE INDAGINI DAL 2019 E LE PRESUNTE SENTENZE PILOTATE
Gli accertamenti contabili partono dalle indagini della polizia giudiziaria, coordinate dalla Procura di Salerno, risalenti al 2019. Secondo un comunicato, sarebbero emersi "gravi e sistemici episodi corruttivi" da parte di alcuni funzionari e giudici della Commissione regionale tributaria della Campania, sezione staccata di Salerno.
Gli episodi sarebbero stati finalizzati a "pilotare" le sentenze su contenziosi fiscali già favorevoli all'Erario in primo grado. Il risultato finale sarebbe stato l'annullamento di rilevanti avvisi di accertamento dell'Agenzia delle Entrate nei confronti di imprenditori locali sottoposti a controllo.
I TRE TIPI DI DANNO ERARIALE
Gli inquirenti hanno individuato tre tipologie di danno. La prima riguarda l'annullamento illegittimo degli atti impositivi impugnati in secondo grado con esito favorevole ai contribuenti. Le altre due sono il danno all'immagine e il danno da disservizio. Il totale è quantificato in 13,7 milioni di euro.