Caserta

 

Presentato anche a Caserta dal comandante provinciale, colonnello Federico Scarabello, il nuovo calendario storico e i prodotti editoriali dell’Arma.

Dodici tavole fotografiche raccontano il volto umano e professionale dei carabinieri, attraverso le diverse articolazioni impegnate quotidianamente al servizio della collettività.

Fedeltà, responsabilità, coraggio, dedizione e spirito di servizio. Sono questi i principi che, da oltre due secoli, guidano l’azione dell’Arma dei Carabinieri e che tornano al centro del nuovo Calendario Storico 2027, intitolato “Gli sguardi che proteggono”. Un tema che va oltre la semplice rappresentazione dell’attività istituzionale e propone una riflessione sul significato più profondo della presenza dei Carabinieri nella società: osservare, ascoltare, comprendere le esigenze delle persone e intervenire con tempestività e responsabilità.

Il calendario storico, da decenni presente nelle case e nei luoghi della quotidianità degli italiani, si conferma così non soltanto una testimonianza della storia dell’Istituzione, ma anche uno strumento attraverso il quale raccontare il legame profondo che unisce i carabinieri alle comunità.

Un rapporto costruito nel tempo attraverso la prossimità, la conoscenza del territorio e una presenza costante, che affianca ai compiti di tutela dell’ordine pubblico un’attività quotidiana di prevenzione, ascolto e sostegno.

La presentazione al comando provinciale di Caserta

Anche a Caserta il nuovo Calendario Storico e gli altri prodotti editoriali dell’Arma sono stati presentati questa mattina, alle ore 12.30, nel corso di un incontro con gli organi di informazione della provincia. A ricevere personalmente i rappresentanti della stampa è stato il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Caserta, Colonnello Federico Scarabello, che ha illustrato le caratteristiche dell’edizione 2027 e accompagnato i giornalisti nella lettura delle dodici tavole che compongono il Calendario.

Nel corso dell’incontro, il Colonnello Scarabello ha illustrato personalmente le immagini e i contenuti delle singole tavole, soffermandosi sul significato del tema scelto per il 2027 e sulle diverse espressioni operative attraverso le quali l’Arma assicura quotidianamente la tutela dei cittadini. Un’occasione di approfondimento e condivisione con gli organi di informazione del territorio, che ha consentito di presentare anche a livello provinciale il messaggio racchiuso nella nuova edizione: lo sguardo del Carabiniere come prima forma di attenzione verso la collettività, capace di cogliere le necessità, individuare le criticità e tradurre la presenza sul territorio in una concreta azione di protezione.

La fotografia per raccontare la fiducia

Per l’edizione 2027 la scelta narrativa si affida alla fotografia, un linguaggio diretto e immediato, capace di fermare un istante e trasformarlo in una storia. Non una rinuncia alla dimensione artistica, ma un diverso modo di interpretare la vocazione del Calendario: rendere visibile quella presenza discreta e spesso silenziosa che accompagna la vita quotidiana delle comunità.

Il bisogno di sicurezza, in una società attraversata da trasformazioni rapide e profonde, si accompagna sempre più alla necessità di poter contare su riferimenti riconoscibili e presenze affidabili. Il Calendario non intende rappresentare una società dominata dalla paura, ma raccontare la fiducia che nasce dalla consapevolezza che qualcuno è presente, osserva, ascolta, comprende e si assume la responsabilità di intervenire.

Un volto, uno sguardo, un gesto o un incontro possono così esprimere l’attenzione e la disponibilità di un Carabiniere più efficacemente della rappresentazione di un evento eccezionale. È proprio la quotidianità, con i suoi gesti e le sue responsabilità, a costituire il cuore del progetto fotografico, realizzato da Franco Cappellari. Una scelta che parla anche ai giovani interessati a intraprendere la carriera nell’Arma, mostrando la concretezza del servizio e la dimensione umana e professionale dell’impegno richiesto a chi indossa l’uniforme.

Le prefazioni: memoria, identità e valori

Il Calendario si apre con due prefazioni che offrono altrettante chiavi di lettura della storia e dell’identità dell’Istituzione. Il giornalista Aldo Cazzullo ripercorre alcuni dei passaggi più significativi dell’ultimo mezzo secolo di storia italiana, soffermandosi sul contributo dei Carabinieri nella lotta al terrorismo e alla criminalità mafiosa. Il ricordo dei caduti, delle vittime degli anni di piombo e di figure simbolo come il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa restituisce il valore del sacrificio e della determinazione con cui l’Arma ha difeso lo Stato e le istituzioni democratiche. La riflessione si estende alle missioni internazionali e ai caduti di Nassiriya, richiamando una dimensione del servizio fondata sul rispetto, sul dialogo e sulla tutela della dignità umana.

La prefazione del Comandante Generale dell’Arma, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, introduce invece il tema portante dell’edizione 2027, “Gli sguardi che proteggono”, attraverso una narrazione corale che mette al centro le donne e gli uomini dell’Istituzione e le diverse modalità con cui ciascuna specialità contribuisce alla sicurezza della collettività.

Le fotografie di Cappellari restituiscono la dimensione umana e professionale dei reparti, mentre i contributi dei giornalisti Bruno Vespa e Ferruccio de Bortoli accompagnano il lettore alla scoperta delle molteplici articolazioni operative dell’Arma. Ne emerge una concezione della sicurezza ampia e articolata, che comprende non soltanto la tutela dell’ordine pubblico, ma anche la salvaguardia del territorio, dell’ambiente, del lavoro, del patrimonio culturale e dell’identità nazionale.

Dodici tavole per raccontare le diverse anime dell’Arma

Il percorso del Calendario si sviluppa mese dopo mese, dando spazio a reparti e specialità che, con competenze differenti, concorrono alla protezione dei cittadini.

Gennaio – I motociclisti: la velocità al servizio della sicurezza. La prima tavola è dedicata ai motociclisti del Nucleo Radiomobile. Le pattuglie su due ruote rappresentano una componente essenziale del controllo del territorio, grazie all’agilità e alla rapidità d’intervento che consentono di operare nei servizi di prevenzione, nel contrasto alla criminalità e nelle scorte alle autorità. Come sottolinea Bruno Vespa, la velocità deve sempre accompagnarsi alla precisione, alla padronanza del mezzo e alla capacità di affrontare gli imprevisti con lucidità. Lo sguardo del motociclista diventa così espressione di attenzione costante e controllo.

Febbraio – L’Organizzazione Territoriale: una presenza costante e rassicurante. Ferruccio de Bortoli dedica la seconda tavola ai reparti che rappresentano il presidio quotidiano dell’Arma nelle comunità. Le pattuglie, attraverso il controllo del territorio e il dialogo con i cittadini, garantiscono una presenza discreta ma fondamentale, intervenendo quando necessario e contribuendo a mantenere condizioni di normalità e sicurezza. Il richiamo alle «gazzelle», simbolo dei Nuclei Radiomobili, sottolinea il valore di un’attività preventiva continua, spesso silenziosa, che si manifesta anche attraverso ciò che non accade.

Marzo – Il Servizio Navale: la tutela della sicurezza e dell’ambiente in mare. La terza tavola, ancora firmata da de Bortoli, porta l’attenzione sul contributo dell’Arma alla sicurezza degli spazi marittimi. Le unità navali e il personale specializzato assicurano una presenza lungo le coste e nelle acque nazionali, concorrendo alla tutela della legalità e dell’ambiente. Il racconto ripercorre le origini dei primi Nuclei, costituiti nel 1953 a Genova e Napoli, e ricorda interventi significativi, dalle emergenze alluvionali al recupero di reperti archeologici. Tra questi, il rinvenimento dei Bronzi di Riace, riportati alla luce nel 1972 dai sommozzatori del Nucleo di Messina.

Aprile – Il Gruppo di Intervento Speciale: la risposta alle emergenze più complesse. La quarta tavola, a firma di Bruno Vespa, è dedicata al Gruppo di Intervento Speciale, il GIS, istituito nel 1978 durante l’emergenza terroristica. Il reparto ha sviluppato nel tempo una duplice natura di unità speciale dell’Arma e Forza Speciale, impegnata in attività antiterrorismo, liberazione di ostaggi e operazioni ad alto rischio, anche in ambito internazionale. L’addestramento selettivo e la pluralità delle competenze richieste ai suoi componenti testimoniano il livello di preparazione necessario per affrontare scenari estremamente delicati, spesso lontano dai riflettori.

Maggio – La prontezza operativa: intervenire con lucidità e senso del dovere. La quinta tavola, firmata da Ferruccio de Bortoli, approfondisce il valore della prontezza operativa e il rapporto tra esperienza investigativa e narrazione letteraria. Il riferimento ai «Racconti del Maresciallo» di Mario Soldati richiama il posto occupato dalla figura del Carabiniere anche nell’immaginario culturale italiano. La capacità di intervenire, infatti, non appartiene soltanto al servizio in uniforme: numerosi sono gli episodi in cui militari fuori servizio hanno contribuito a sventare reati e situazioni di pericolo. Tempestività, lucidità di analisi e consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni sono qualità fondamentali dell’attività di polizia giudiziaria.

Giugno – I Corazzieri: la solennità al servizio delle Istituzioni. La sesta tavola, firmata da Bruno Vespa, è dedicata al Reggimento Corazzieri, custode della sicurezza del Presidente della Repubblica e simbolo della continuità delle istituzioni nazionali. Il contributo ripercorre le origini storiche del servizio di protezione del Capo dello Stato e descrive le caratteristiche del reparto: preparazione fisica, riservatezza, spirito di sacrificio e rigorosa disciplina. L’uniforme di rappresentanza, la corazza e l’elmo custodiscono una tradizione che si accompagna a specifiche competenze operative. La compostezza e l’imperturbabilità dei Corazzieri esprimono, attraverso la postura e il gesto, il rispetto e la dignità delle istituzioni che sono chiamati a proteggere.

Luglio – Le Unità Cinofile: una collaborazione fondata sulla fiducia. La settima tavola, firmata da Ferruccio de Bortoli, racconta il lavoro delle Unità Cinofile, nelle quali il rapporto tra il militare e il cane rappresenta un elemento essenziale dell’attività operativa. Il servizio cinofilo, avviato nel 1956, si è sviluppato in molteplici ambiti: dalla ricerca di sostanze stupefacenti all’individuazione di persone scomparse, fino agli interventi in occasione di terremoti, alluvioni e valanghe. Preparazione e affiatamento tra conduttore e animale costituiscono un valore aggiunto nelle attività di prevenzione e soccorso. Una collaborazione fondata sulla fiducia reciproca e sulla dedizione quotidiana.

Agosto – Il Servizio Aereo: uno sguardo che anticipa il pericolo. L’ottava tavola, a firma di Bruno Vespa, è dedicata ai Carabinieri del Servizio Aereo e alla capacità di osservare e intervenire dall’alto. Elicotteri, tecnologie più recenti e droni consentono di supportare le pattuglie sul territorio, collaborare con i reparti specializzati e affrontare emergenze in contesti difficilmente accessibili. Dal controllo dell’ordine pubblico alla prevenzione dei reati ambientali, fino alle operazioni di soccorso in montagna e in mare, la componente aerea amplia le capacità d’intervento dell’Arma e permette di individuare tempestivamente le criticità.

Settembre – I Carabinieri Forestali e la tutela dell’ambiente. La nona tavola, firmata da Ferruccio de Bortoli, pone al centro la protezione dell’ambiente e del patrimonio naturale nazionale. Le attività dei Carabinieri Forestali spaziano dalla prevenzione degli incendi al contrasto dell’inquinamento, dalla salvaguardia della biodiversità alla gestione sostenibile del patrimonio boschivo. Particolare attenzione è riservata alla cura dei boschi, alla manutenzione del territorio e alla prevenzione dei dissesti idrogeologici. Un impegno che richiede continuità e competenza e che assume un valore particolare anche nelle aree interne del Paese, dove la presenza dello Stato contribuisce alla tutela del territorio e al contrasto dei fenomeni di abbandono.

Ottobre – Specialità a tutela della legalità: scienza, lavoro e patrimonio culturale. La decima tavola, firmata da Bruno Vespa, riunisce tre importanti ambiti specialistici: il Reparto Investigazioni Scientifiche, il Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro e il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. Competenze differenti, accomunate dalla difesa della legalità e dalla protezione di interessi fondamentali per la collettività. Il RIS trasforma le tracce in elementi probatori attraverso metodologie scientifiche e tecnologie avanzate; i Carabinieri per la Tutela del Lavoro contrastano sfruttamento, irregolarità e violazioni delle norme sulla sicurezza, salvaguardando la dignità dei lavoratori; il Comando Tutela Patrimonio Culturale protegge i beni artistici e archeologici, contrastandone il traffico illecito anche attraverso strumenti tecnologici e sistemi di analisi delle immagini. La sicurezza assume così una dimensione che comprende la tutela delle persone, dei diritti e della memoria culturale del Paese.

Novembre – I Carabinieri a Cavallo: una tradizione che attraversa la storia. L’undicesima tavola, firmata da Ferruccio de Bortoli, ripercorre il legame storico tra l’Arma e il cavallo, presente sin dalle origini dell’Istituzione. Il Reggimento Carabinieri a Cavallo è oggi impegnato nei servizi di rappresentanza, nelle cerimonie istituzionali e nelle attività di vigilanza e controllo del territorio. Il racconto richiama la celebre carica di Pastrengo del 30 aprile 1848, episodio emblematico del valore e del coraggio dei Carabinieri. La cura degli animali, la preparazione equestre e la continuità delle tradizioni testimoniano una dimensione dell’identità dell’Arma che unisce storia, professionalità e servizio.

Dicembre – I Comandanti di Stazione: il volto dell’Arma vicino ai cittadini. L’ultima tavola, firmata da Bruno Vespa, è dedicata ai Comandanti di Stazione, figure centrali dell’Organizzazione Territoriale e punto di riferimento per le comunità locali. Con oltre 4.500 Stazioni distribuite sull’intero territorio nazionale, dai piccoli centri alle grandi città, l’Arma assicura una presenza capillare e quotidiana. Il Comandante di Stazione rappresenta un interlocutore per i cittadini grazie alla conoscenza del territorio, alla capacità di ascolto e alla vicinanza alle esigenze della popolazione. Il suo ruolo comprende la prevenzione dei reati, la gestione delle emergenze, la collaborazione con le istituzioni locali e la rassicurazione sociale. La tavola conclusiva valorizza una figura che incarna concretamente i principi di fedeltà, responsabilità e spirito di servizio, un impegno che prosegue anche dopo il servizio attivo attraverso l’attività dell’Associazione Nazionale Carabinieri e il contributo dei suoi appartenenti al volontariato e alla protezione civile.

Uno sguardo che diventa presenza e protezione

Le dodici tavole compongono un racconto unitario, nel quale le diverse specialità dell’Arma non sono rappresentate come realtà separate, ma come espressioni complementari di un’unica missione. Dalla strada al mare, dai cieli ai boschi, dai laboratori scientifici ai presidi territoriali, ogni reparto contribuisce con le proprie competenze alla tutela della collettività.

Il Calendario Storico 2027 restituisce così l’immagine di un’Istituzione capace di rinnovarsi senza perdere il legame con la propria storia e i propri valori. “Gli sguardi che proteggono” non è soltanto il titolo di un’edizione, ma la sintesi di un modo di intendere il servizio: essere presenti, riconoscere i bisogni, prevenire i rischi e offrire ai cittadini un riferimento affidabile.

Un messaggio che, attraverso le immagini e le parole, raggiunge anche la comunità casertana, alla quale il Comando Provinciale ha presentato il nuovo Calendario e i prodotti editoriali dell’Arma, rinnovando il dialogo con gli organi di informazione e, attraverso di essi, con il territorio.