Sulla ruota della strega esce ancora l'X. E ancora una volta cresce il rammarico. Per la terza volta di fila la strega vede sfumare una vittoria che avrebbe meritato. La solita amnesia difensiva, un errore del singolo che viene pagato a caro prezzo. Ma il derby, in fondo, è piaciuto. L'Avellino continua a sbandierare i suoi propositi bellicosi, ma c'è mancato poco che vi lasciasse le penne. Il Benevento si è fatto preferire per lunghi tratti, ha interpretato bene la sfida, con giusto piglio e portando dalla sua parte tutti i numeri che la connotano. Dal possesso palla (55 a 45) ai tiri scagliati verso la porta avversaria (26 a 8) che però si assottigliano quando si tratta di centrare il perimetro della rete (5 a 5). Anche i famosi “expected goals” sono completo appannaggio della strega: 1.74 contro 0.63. Gli xG, lo ricordiamo, sono l'indice di pericolosità di una squadra: decisamente meglio la strega che il lupo.
E poi c'è quell'episodio finale, l'intervento di Missori su Verdi. Rigore sì, rigore no. I puristi si aggrappano al movimento delle gambe, il tocco che può esserci stato o meno. L'internazionale Mariani, fresco reduce dall'aver diretto AEK-Real Madrid di Champion, non ha fatto una grinza, ha valutato che non fosse rigore e nessuno del Var si è permesso di dissentire. Strano destino per uno degli arbitri migliori del panorama italico: ha trasmesso la sua personalità ai giocatori, incutendo rispetto, ma è stato anche il più fischiato tra quelli capitati a Benevento in questo primo scorcio di campionato. Sul mancato calcio di rigore rimangono i dubbi e non basteranno moviole e discussioni varie per dirimere la questione.
Al Benevento rimane la bella prova che in fondo dà continuità alla sua azione. A quota 16 c'è una piccola ressa, insieme ai giallorossi ci sono avversari di rango come Hellas Verona e Pisa (le due retrocesse dalla A), oltre all'Avellino. Alla vigilia di un'altra sosta per le Nazionali c'è solo da essere soddisfatti. Si poteva avere qualche punto in più, questo appare scontato, ma non c'è ragione di lamentarsi.
Chi invece lo ha fatto, alternando qualche risposta forzatamente spiritosa a spiegazioni più ragionate (“Se i miei non fanno un passo avanti nella testa, rimarremo a galleggiare in questa zona della classifica”) è stato Nesta. Alla domanda di un collega irpino che chiedeva se le troppe palle perse dalla difesa che ha regalato molte ripartenze al Benevento fossero qualcosa di preparato, l'ex difensore del Milan ci ha scherzato su: “Sì l'abbiamo preparata così, perdiamo palla così ci ripartono, ci piace soffrire. Scherzo, naturalmente. Diciamo che col campo veloce così non siamo abituati. Gli errori sono frutto di una superficie che con la pioggia è diventata molto veloce. Chi viene da noi si lamenta sempre del campo che è lento, così questa volta noi ci lamentiamo che questo è veloce: siamo pari”. Maledetto Giove Pluvio... E intollerabile Addazio che agghinda lo stadio sannita come fosse un tavolo da biliardo: mai una pozzanghera che possa rallentare il gioco. Ma guarda tu...
Nel "frame" tratto da Dazn l'intervento di Missori su Verdi: ognuno avrà la sua opinione sulla mancata concessione del rigore