Benevento

C’è un’inchiesta, di cui Ottopagine ha dato notizia nell’estate dello scorso anno, che procede parallela a quella sull’Asl e sembra ormai avviata alla stretta finale. Entrambe hanno un denominatore comune: i mandati di pagamento. E’ il filone originario, già concluso, dell’attività investigativa, che attualmente riguarda altre vicende, sull’Azienda sanitaria: è lo stesso al centro dell’indagine che Procura e Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza stanno conducendo sull’Istituto autonomo case popolari di Benevento. Nel mirino del sostituto procuratore Flavia Felaco e dei militari del tenente colonnello Luca Lauro, le somme di cui si sarebbe appropriato un collaboratore convenzionato, allontanato all'epoca, che tra i suoi compiti avrebbe avuto anche quello di curare, come detto, i mandati di pagamento. All'appello mancherebbero, secondo una prima stima, 250mila euro, forse più: è la cifra complessiva che sarebbe stata prelevata indebitamente, nell'arco temporale di un quinquennio, dalle casse dell'Istituto. L'ipotesi più accreditata è che il collaboratore abbia preparato molti mandati di pagamento a suo nome, 'modificando' verso l'alto gli importi indicati. In questo modo sarebbe riuscito ad allungare le mani su 50mila euro in media all'anno. A far scattare l'inchiesta, già scandita dall'acquisizione operata in più occasioni dalle fiamme gialle negli uffici di via Mommsen, era stata la denuncia presentata dai vertici dell'Istituto (il commissario Del Vecchio, il direttore Mauro) attraverso l'avvocato Roberto Prozzo. E’ nato da qui un lavoro necessario a stabilire, ovviameente, la fondatezza di ciò che si sospetta, ma anche puntato a far luce in maniera compiuta sulle modalità attraverso le quali sarebbe stato possibile eludere i controlli, continuando per un così lungo lasso di tempo a far sparire i soldi. Inevitabile l'interrogativo: come ha fatto la persona chiamata in causa a muoversi indisturbata, senza che nessuno, prima di otto – nove mesi fa, si accorgesse di ciò che aveva combinato e che stava combinando? Domande alle quali sono chiamate a dare una risposta le indagini, il cui sviluppo potrebbe anche sfociare nella definizione di un quadro diverso da quello prospettato inizialmente.

di Enzo Spiezia