A 17 giorni dalla tragica alluvione che ha colpito duramente il Sannio, contrada Pantano piange ancora. Tante le lacrime versate oggi da tutta la comunità che si è precipitata lungo quella maledetta linea ferroviaria dove è morto Piero Maio, 25 anni.
Il giovane deceduto nella sua auto travolta dal treno diretto a Napoli non abitava nella contrada alle porte della città. Ma da tutti era considerato un figlio di quella terra ancora allagata e che porta ancora i segni pesantissimi dell'esondazione del fiume che ha spazzato via tutto. E oggi il destino atroce e assurdo ha spazzato via anche la vita del 25enne fidanzato con una ragazza del posto.
Tantissime le persone accorse ancora con gli abiti infangati. Hanno sentito un botto, poi le grida strazianti dei residenti che subito dopo l'urto sono accorsi a prestare i primi soccorsi. In quel tratto di ferrovia i treni della vecchia “valle Caudina” diretti a Napoli sbucano all'improvviso da una curva. In tutta la contrada è udibile la campana di allerta del passaggio senza barriere.
“Non è possibile. Siamo scampati alla morte che ci ha letteralmente inseguito durante quelle drammatiche ore dell'alluvione e ora siamo qui a piangere una giovane vita spezzata in questo tragico modo”, racconta uno dei residenti con gli occhi fissi sull'ammasso di lamiere della Toyota Yaris. “Cosa accade in questa contrada, cosa abbiamo fatto di male?”, si chiede con le lacrime agli occhi.
Assolutamente niente. A volte il male, le tragedie e la morte arrivano in silenzio nonostante le campane e le alluvioni.
Alessandro Fallarino