Benevento

Un avvio del genere era francamente inimmaginabile. Due gare, zero punti. Questo è lo score del Rione Libertà, una delle formazioni più attrezzate del torneo di Seconda categoria. E la motivazione è una sola, l'atteggiamento.

“E' solo questa la questione – inizia mister Pinto – l'atteggiamento completamente sbagliato. Non ci siamo calati nel torneo di Seconda e questa cosa è incomprensibile perchè abbiamo una squadra composta da giocatori che conoscono bene questa categoria. Abbiamo messo insieme tanti giocatori che si sentono talmente superiori da pensare di ottenere i risultati senza lottare. Eppure con la squadra di discorsi ne abbiamo fatti ma fino a ora non c'è stato alcun riscontro. Anzi c'è un altro dato. Lo scorso anno col Real San Nicola avevamo la miglior difesa e il miglior attacco. Le mie squadre hanno sempre avuto equilibrio, quest'anno abbiamo già preso sei gol in due partite, qualcosa di impensabile. Molti non interpretano il ruolo e pensano di poterne fare un altro. C'è poco da dire, dobbiamo lavorare e se avremo pazienza potremo diventare squadra”.

Ma nulla è ancora perduto, mister Pinto ne è assolutamente convinto.

“Possiamo ancora rientrare. Quest'anno ci sono almeno sei squadre all'altezza e questo potrebbe aiutarci a rientrare, ma dobbiamo cambiare rotta, questo è obbligatorio. Alla fine ho capito che tanti “Maradona” non fanno una squadra, dobbiamo scendere dal piedistallo e capire che dobbiamo lavorare. C'è gente che dovrebbe lottare e non lo fa, altri che dovrebbero metterci tecnica e non lo fanno. Per ora siamo solo un buon gruppo, ma non una squadra. Il problema è che siamo anche una squadra di bravi ragazzi e alla fine paghiamo dazio anche per questo, servirebbe qualcuno con maggiore carattere e polso e in questi termini anche l'assenza di Giangregorio sta pesando. Ma, al di là di questa considerazione, serve un bagno di umiltà e una sveglia. Io non mi arrendo e non mollo, a meno che non sia esonerato. Sono convinto che possiamo diventare una buona squadra ma serve cambiare mentalità”.

Fabio Tarallo