Un gigante buono. Un colosso che lotta come un leone. Amato fin dal primo giorno dai tifosi, che più di qualsiasi caratteristica tattica o tecnica apprezzano chi suda la maglia. E Benjamin Mokulu è uno di quelli che uscendo dal campo deve sempre strizzarla. Il belga è uno degli uomini copertina della rinascita biancoverde: due gol consecutivi, tre in undici giornate; ha sbloccato i match contro Ascoli e Ternana, mettendoli in discesa. Ma c’è qualcosa che vale molto più delle sue reti, aspetto comunque tutt’altro che secondario per un attaccante. Mokulu sta dimostrando di essere un calciatore prezioso per gli equilibri della squadra. La difesa lo cerca per sponde aeree; scarica su di lui il pallone quando è in difficoltà. E lui è risponde “presente”: ci mette fisico e cuore. Ringraziano pure i centrocampisti: parzialmente svincolati dal compito di fare gioco; favoriti nella possibilità di fare ciò che gli riesce meglio: ovvero, rompere le trame avversarie. Di conseguenza più lucidi quando tocca a loro sviluppare la manovra offensiva. In tal senso i tre assist di Arini al “Liberati" sono l’emblema dell’effetto Mokulu. Uno manda in crisi gli speaker di tutta Italia, che fanno a gara a sbagliarne il cognome con effetti spesso imbarazzanti. Soprattutto uno che sfianca i difensori avversari. Un tassello che si sta rivelando funzionale al mosaico di Tesser. (Segue su Campania Calcio)
Marco Festa