Avellino

Confermato lo sciopero dei dipendenti della clinica Malzoni e della Diagnostica Medica già proclamato per il 19 e 20 febbraio. Nel primo pomeriggio di ieri la decisione presa dai lavoratori al termine dell’assemblea svolta con i rappresentanti sindacali. I referenti di Cgil, Cisl, Ugl, Uil e Nursind hanno illustrato loro i contenuti dell’incontro svoltosi martedì in prefettura, nel corso del quale l’azienda ha lasciato intravedere buona volontà e assunto una serie di impegni, senza però fissare una scadenza precisa. Inoltre, i sindacalisti hanno riferito ai loro assistiti anche della riunione svoltasi proprio un’ora prima, 12.30, dell’assemblea. Un summit improvviso al quale i manager del Gruppo hanno invitato i segretari provinciali. Obiettivo, naturalmente, scongiurare l’astensione dal lavoro, attraverso un impegno più concreto: il pagamento di una mensilità al personale strutturato, della Tempor e dell’Astra tra mercoledì e giovedì prossimi. Oltre a confermare l’apertura di un tavolo permanente per tenere sindacati e lavoratori sempre aggiornati sull’andamento del concordato preventivo.

L’incontro si è svolto presso gli uffici amministrativi della clinica Malzoni. Ma, a quanto pare, il tentativo è stato considerato tardivo. «Personalmente ma credo anche i colleghi - ha detto Stefano Caruso, segretario dell’Ugl Sanità, al termine dell’assemblea sindacale - ho apprezzato il tentativo di apertura dell’azienda che ai lavoratori è sembrato giungere troppo tardi. Spero che d’ora in avanti si possa aprire un nuovo percorso. Probabilmente l’azienda ha finalmente capito di dover condividere un tragitto comune con i sindacati e i suoi dipendenti. Resta, però, il problema di non aver avuto risposte concrete sul futuro e sulle nubi che si addensano circa eventuali tagli».