Benevento

Banale ma vero: la vita è una partita. Si vince e si perde, per dirla alla maniera di monsieur de La Palisse. Spesso giocando male, talvolta addirittura non giocando. Subendo l'avversario, in attesa del momento buono per fregarlo con uno di quei contropiedi che hanno fruttato successi a tante squadre. Calcio all'italiana di un tempo, un mix di tattica e strategia. Condito da un pizzico di fortuna. Quella ci vuole sempre nella vita. Guai ad abusarne, però; guai a pensare che possa sempre essere la ciambella alla quale aggrapparsi quando il mare è in tempesta. Perchè il conto, prima o poi, arriva. E se non si è preparati alla sconfitta, sono dolori.

Chissà se ci pensavano – probabilmente no – gli autori di quel bigliettino lasciato al titolare di un'impresa dopo avergli rubato un bel po' di gasolio. “A vit è na partit, sedda sapè perd, hahaha”, avevano scritto su un foglio. L'arma dell'ironia in uno dei colpi finiti nell'indagine sfociata all'alba in cinque arresti in Valle Telesina.  

Enzo Spiezia