“Il cuppino… Il cuppino. Indimenticabile”. E’ iniziata così la chiacchierata telefonica con Vincenzo Riccio. La domanda? Semplice: “Vincenzo, oggi è il 5 novembre. Indovina cosa è successo quel giorno di nove anni fa…”. I ricordi, poi hanno fatto il resto, scivolando via spontaneamente a riportare alla memoria non solo la prodezza balistica realizzata nel 4-0 alla Salernitana, ma anche tutta la cavalcata di quell’Avellino che arrivò poi a giocarsi la Serie B contro il Foggia. E a conquistarla. “Ricordi indelebili” – spiega Riccio a Ottopagine.it – “Quel gol l’ho rivisto tante altre volte. E faccio sempre caso alle voci che si alzano dalla Terminio: “Chi ha segnato? Vincenzo Ricco? Ma non è possibile”. Ancora oggi il cuppino lo faccio vedere ai miei ragazzi della scuola calcio. Un gol bellissimo, anche perché segnato contro gli acerrimi rivali della Salernitana. Il paragone col presente: “In questo Avellino quello che mi somiglia è Arini. Mariano però segna qualche gol in più e fisicamente è messo meglio. Credo che rispecchia in pieno l’avellinesità e che sia quasi pronto per la categoria superiore". Sull'Avellino attuale: "Complimenti alla società per aver confermato Tesser. E' un signore e non dimentichiamoci che deve fare a meno di un signor attaccante...". (L'intervista integrale su App Campania Calcio)
Carmine Roca