“Dei vostri accordi ce ne laviamo le mani, rispettate i casertani”. E' lo striscione della discordia apparso al Pinto prima della gara di Coppa Italia contro l'Ischia, la partita che avrebbe potuto saltare per la richiesta del Comune. Striscione che ha suscitato le ire del presidente della Casertana, Pasquale Corvino e che in mattinata ha smosso anche la mente dell'ex presidente Giovanni Lombardi, che a TuttoCasertana ha dichiarato: “Sono meravigliato dello striscione degli ultras. Questo dimostra che il mio disimpegno dalla città di Caserta è stato una scelta obbligata. Siamo stati lasciati soli dalle istituzioni e dai tifosi. Dispiace - continua l'azionista di maggioranza - per Corvino che è stato abbandonato da tutti e si trova a lottare da solo, con tanto impegno, per il bene della Casertana". L'ex patron si è mostrato estremamente deluso: "In qualsiasi altra città tutti si sarebbero stretti intorno alla squadra prima in classifica, con tanto affetto e felicità. Ma a Caserta c'è tanta freddezza. Ad esempio domenica a Foggia erano in 12.000 e qui appena 2.000". Poi la chiosa finale: "Se le cose dovessero andare avanti così faremo le nostre valutazioni ed a gennaio decideremo se continuare o no".
Casertana, Lombardi: "A gennaio decideremo se continuare o no"
Alla base sempre la diatriba col Comune e lo striscione dei tifosi esposto al Pinto
Redazione Ottopagine