«La dichiarazione dello stato di emergenza è un atto dovuto, di fronte al disastro che si è delineato e le risorse stanziate, anche per vincolo di destinazione, non possono che rappresentare un primo, necessario intervento. Il Governo ha fatto quel che doveva; l’auspicio non può che essere che continui a fare quel che deve". Non usa mezzi termini l'ex senatore Pasquale Viespoli nel commentare la dichiarazione dello Stato di emergenza per il Sannio alluvionato.
"Quel che va stigmatizzato è il contenuto e il tono, smaccatamente propagandistico ed enfaticamente subalterno al potere e ai potenti, delle dichiarazioni a commento; un pensiero unico che tiene insieme mondo politico e professionisti del sindacalismo e dell’associazionismo, con un approccio che nasconde il pericolo di far scambiare il diritto con il favore, con la concessione. Pertanto, va recuperato il senso della misura, proprio per dare credibilità e onestà di rappresentazione alle dimensioni dell’evento calamitoso e alle conseguenze dello stesso, in particolare sulle infrastrutture di rete locale e sulle piccole attività produttive. Il tempo che abbiamo davanti, per guadagnare rispetto alla politica e alle istituzioni, non può che essere contrassegnato da uno stile sobrio e dignitoso, all’altezza del civismo solidale che ha caratterizzato la straordinaria mobilitazione post-alluvione».
Redazione