Avellino

Lo ha detto coach Sacripanti in sede di presentazione e vale ribadirlo. Per rivedere una Sidigas capace di subire soli 26 punti in due quarti, come accaduto nel secondo tempo contro Trento, ci sarà bisogno di un attacco all’altezza delle cinque palle perse e dei 43 punti segnati nel terzo e quarto periodo della quinta giornata. Riuscire ad esporsi il minor numero di volte possibile all'attacco in transizione sembra essere per la Sidigas un fattore rilevante in questa stagione, a prescindere dall'avversario. Contro Sassari, ovviamente, il tutto assume una rilevanza ancora maggiore. Il Banco di Sardegna che domani contenderà alla Scandone gli ultimi due punti della sesta giornata è una squadra che sul run ‘n’ gun ha costruito una buona parte delle sue fortune nelle scorse stagioni. I vari Logan, Haynes, Stipcevic e Eyenga sono difficilmente controllabili se affrontati in campo aperto, così come la fisicità sotto canestro di Petway e Varnado può essere limitata soltanto con un lavoro corale in difesa. Ed allora la scelta dei tiri e la gestione dei possessi diventerà fondamentale per provare a centrare un successo che darebbe uno slancio deciso alla stagione della Sidigas. (continua sull'app "Ottopagine News")

Alessio Bonazzi