Non c'è neanche bisogno di ricorrere all'operazione nostalgia, è semplicemente una questione di logica. La maglia verde fluorescente indossata dalla Paganese nel derby con il Benevento ha lasciato tutti di sasso. I colori sociali delle due squadre scese in campo ieri sono diametralmente opposti: giallorossi da una parte, azzurrostellati dall'altra. Ci si sarebbe dunque aspettati una squadra ospite in divisa total blue, come giusto che sia, o al massimo in total white come avviene solitamente per i match giocati in trasferta. La spiegazione invece qui non la si riesce proprio a trovare, in barba a un calcio sempre più preda del marketing. Discutibile anche l'abbinamento di calzoncini e calzettoni: i primi blu, i secondi di un verde decisamente diverso rispetto a quello delle casacche. Di seconde e terze maglie in controtendenza con la tradizione il mondo del calcio è pieno zeppo, ma utilizzarle con logica sarebbe il minimo. Tradotto: limitare gli eccessi sfoggiandole solo in caso di estrema necessità. Da accantonare anche il discorso legato alla scaramanzia. La Paganese sta disputando un campionato eccellente ma mai nelle precedenti nove giornate aveva indossato la divisa vista ieri al Vigorito. Viste le proteste per il rigore non concesso e il risultato finale, se di scaramanzia dovesse trattarsi, sarebbe bene riporre il materiale nell'armadietto e non tirarlo più fuori. Innanzitutto per il bene della tradizione e dei tifosi, è chiaro. La maglia azzurrostellata ha tutto un altro fascino.
Fracar