“Saverio Sparandeo del 1962 è il mandante delle due estorsioni sulle quali si sono concentrate le nostre indagini che ci hanno consentito di fermare quattro persone”. Non usa mezzi termini il vicequestore Giovanna Salerno, dirigente della Squadra mobile che ieri, al termine dell'operazione ha spiegato le fasi salienti dell'inchiesta coordinata dalla Dda di Napoli. “Ultimamente a Benevento stavamo assistendo – ha spiegato la dottoressa Salerno - ad una serie di attentati esplosivi che stavano letteralmente flagellando la città e soprattuto stavano ulteriormente mettendo in difficoltà i commercianti già attanagliati e penalizzati dalla pesante crisi che ormai da anni è presente in Italia. La risposta dello Stato è stata una risposta pronta, immediata. Abbiamo arrestato queste persone perchè dalle indagini effettuate – ha continuato il capo della Mobile – è stato capito che oggi (ieri ndr) la criminalità organizzata prima intimidisce, violenta le vittime attraverso gli attentati dinamitardi e solo successivamente passa a richiedere il pizzo, a fare le estorsioni”. Secondo gli investigatori “Saverio Sparandeo in qualità di mandante ha effettuato una serie di estorsioni in danno di due commercianti. Richieste sempre crescenti di denaro”, ha inoltre precisato il vicequestore Salerno che ha poi specificato: “Chiedevano un pizzo di almeno 2mila euro da versare a Natale, Pasqua e ad agosto. Non lesinavano di violentare psicologicamente le vittime attraverso ulteriori richieste che sono arrivate anche a 4mila euro. Purtroppo alcuni commercianti beneventani sono caduti in questa spirale di violenza e di minacce ed hanno pagato. Le indagini – ha poi annunciato - proseguono. Vogliamo che il racket nel Sannio scompaia definitivamente”. Ed ha concluso: “Nonostante gli attentati siano stati registrati in un passato recentissimo, oggi siamo già riusciti ad ottenere un risultato importante. Attualmente, Saverio Sparandeo è l'uomo che è sicuramente dietro alle due estorsioni e a quella tentata. Le nostre indagini proseguono per identificare gli autori materiali e i mandanti di tutti gli altri attentati dinamitardi registrati in città negli ultimi mesi”. Dalle parole della dirigente della Squadra mobile si intuisce che l'inchiesta sulle bombe in città (vedi altro articolo in pagina) è tutt'altro che chiusa e potrebbe riservare ulteriori sviluppi su uno spaccato, quello del racket, purtroppo sempre fiorente in tutto il Sannio. Una risposta alla piaga delle estorsioni viene continuamente data dalla forze dell'ordine con indagini che troppo spesso non possono contare sulla collaborazione delle vittime probabilmente intimidite che nonostante campagne di informazioni, leggi ed operato delle forze di polizia e non sempre disposte a collaborare in maniera attiva con gli inquirenti.
«Gli attentati stavano flagellando la città e i commercianti»
Salerno: «La criminalità prima intimidisce le vittime con le bombe, poi chiede il pizzo»
Redazione Ottopagine
Le parole della dirigente della Squadra mobile
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