«Io non sono a conoscenza di nulla, di nulla, di nulla». Lo ripete tre volte Vincenzo De Luca per essere sicuro che il messaggio arrivi forte e chiaro ai suoi detrattori. Il governatore della Campania ha incontrato per soli dieci minuti la stampa a Palazzo Santa Lucia per fare chiarezza, dire la sua sul terremoto giudiziario che ha travolto la Regione. Già ieri sera il presidente della giunta aveva affermato la sua «totale estraneità» alle ipotesi di reato formulate dalla Procura di Roma, che ha indagato per l'ipotesi di corruzione in atti giudiziari Anna Scognamiglio, uno dei giudici del Tribunale civile di Napoli che, lo scorso 22 luglio, confermando una precedente decisione del giudice monocratico, accolse il ricorso di De Luca, contro la sospensione dall'incarico di governatore in base alla legge Severino. Nella stessa inchiesta è indagato, per l'ipotesi di reato di induzione alla corruzione, il capo della segreteria politica di De Luca, Nello Mastursi, che si è dimesso lunedì dall'incarico. «Assicuriamo pieno sostegno alla Magistratura su quanto sta accadendo - spiega -.  I controlli sulla legalità fanno bene alle persone oneste. Non so chi sia questo signor Manna. Deve finire questo massacro mediatico, questi continui oltraggi a persone e istituzioni deve finire, va avanti da anni e nessuno fa niente».

Redazione