Si è avvalso della facoltà di non rispondere, affidando ad alcune dichiarazioni scritte la sua versione sui fatti contestati. Spiegando che quei soldi ritirati dal titolare di una tabaccheria, nei confronti del quale non era stata esercitata alcuna pressione, altro non erano che una sponsorizzazione per un torneo di calcetto e per la squadra di cui lui era allenatore.
Si è difeso così dinanzi al gip del Tribunale di Napoli, che aveva ordinato per lui i domiciliari, Raffaele Mirra, 36 anni, di Benevento, una delle tre persone arrestate lo scorso 4 novembre dai carabinieri - le altre erano finite in carcere- in un'indagine della Dda su una serie di estorsioni, anche tentate, aggravate dal metodo camorristico, compiute in città nel 2012 ai danni di alcun commercianti.
Mirra è difeso dagli avvocati Vincenzo Sguera e Viviana Olivieri.
Esp