Avellino

Il tema Trivelle sì, Trivelle no continua ad infiammare il mondo politico-economico-ambientale. Domenica scorsa si è chiuso il primo appuntamento assembleare italiano convocato dal Coordinamento nazionale No Triv e dalle centinaia di organizzazioni aderenti alla iniziativa, dopo il deposito in Cassazione dei quesiti referendari abrogativi contro le trivellazioni in mare e su terraferma. In attesa dei pronunciamenti della Corte di Cassazione e della Consulta sui sei quesiti promossi dalle centinaia di realtà associative, che hanno raggiunto il placet unanime della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee elettive regionali a settembre, ed a cui hanno fatto seguito le dieci delibere per il referendum da parte di altrettante regioni, il costituendo comitato referendario ha riaffermando la necessità primaria di creare una ampia rete sociale partecipata e trasversale che conduca l’iniziativa, pianificando sin a da subito le prime strategie comuni. In Campania nei giorni scorsi è nata l’associazione Selp Agla (Associazione Giovani per il Lavoro e l’Ambiente) che si è espressa subito favorevolmente per le trivellazioni in Alta Irpinia. Come spiegato da Vittorio Centrella, ex segretario Ugl e ora segretario dell’Unione provinciale del lavoro Selp Avellino,  “Non si può perdere l’occasione di un eventuale sviluppo in regioni già impoverite dalla crisi economica”. La decisione prende le mosse dall’esperienza della Basilicata, tanto è vero che come prima iniziativa si occuperà delle trivellazioni per la ricerca di eventuali giacimenti petroliferi in Alta Irpinia e nella vicina Basilicata. A tal riguardo è stato decretato di abbracciare il ‘si’ alle trivellazioni in un eventuale referendum a condizione che tale operazione comporti l’assunzione di giovane manodopera locale e che le aziende petrolifere interessate ai carotaggi, tramite una loro fondazione, si occupino del recupero dei borghi storici delle due suddette regioni”. Una scelta di campo condivisa ovviamente da FederPetroli Italia e dal suo presidente Michele Marsigilia che da tempo di batte per una vera trasparenza sul settore e nello specifico nel campo della ricerca di nuovi giacimenti nel nostro Paese. 

Redazione