Per coach Stefano Sacripanti, nato e cresciuto a Cantù sia anagraficamente che cestisticamente, la trasferta di domenica della Sidigas sul parquet dell'Acqua Vitasnella non può non avere un sapore particolare. Alla base, però, la voglia di piazzare il primo blitz esterno per i biancoverdi, reduci dalla prova eccellente, ma senza vittoria, contro Sassari: "Ci siamo allenati bene. Dopo aver creato in questi due mesi una base tecnica, ora ci stiamo concentrando sull'aspetto dell'intensità. Pur senza Pini, con una rotazione a tre dei lunghi ai quali si è aggiunto Parlato, abbiamo provato a forzare un po' sotto l'aspetto dell'energia, con dedizione e scrupolisità. Domenica a Cantù non potrà essere una giornata normale, per me. Sono nato e cresciuto lì, cominciando a giocare nelle giovanili e poi vincento tre titoli nazionali da allenatore con i ragazzi. Trentenne ho avuto la fortuna di poter guidare la prima squadra per sette anni, grazie alla lungimiranza di Francesco Corrado, scomparso di recente. Mi sono formato cestisticamente e umanamente sotto la scuola di Aldo Allievi. Un canturino per sfatare il tabù? Me lo auguro, ovviamente. Dalla palla a due, sia per i tifosi che per me e per la squadra, conterà soltanto vincere. Per farlo dovremo offrire una prestazione solida e intensa, limitando il fattore Pianella" (continua sul'app "Ottopagine News")
Alessio Bonazzi