Alle battute finali il processo “El Contador”, per il quale sono finiti alla sbarra 8 imputati accusati (con l’aggravante mafioso) a vario titolo di spaccio ed estorsioni tra Salerno e i Picentini commessi agli inizi del 2000 nell’ambito delle installazioni delle slot-machine.
Mano dura del sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia Antonio Centore che ha chiesto ai giudici della Seconda Sezione Penale del Tribunale di Salerno 24 anni e 6 mesi di reclusione per Cataldo Esposito, ritenuto il capo del gruppo; 12 anni e 6 mesi per Aldo Esposito jr; stessa pena per Antonio Esposito; Vincenzo Ciaglia e Carmine Fascia. 2 anni per Ciro Pastore, alias Barracchella, in continuazione con un’altra condanna; otto anni di carcere per Giuseppe Carraturo.
In totale un secolo di reclusione. Sentenza prevista per inizio 2016 dopo le discussioni del collegio difensivo (formato tra gli altri dagli avvocati Iovino, Pastorino, Ancarola, Torre, Buonadonna, Pastore e Ciliberti). Il blitz dei carabinieri scattò grazie ad una “cimice” piazzata in casa di Esposito (in quel periodo ai domiciliari) attraverso la quale riuscirono a seguire le trattative per l’acquisto di partite di droga.
Redazione Sa