Avellino

Per far perdere la pazienza ad Attilio Tesser ce ne vuole. Lo abbiamo visto dispiaciuto, abbattuto, rammaricato, ma mai così tanto spazientito. Diciamocelo: un filino pure incazzato. Magari ci avrà messo qualche giornata più del previsto per trovare equilibri in termini di modulo ed interpreti. Magari la quadratura non l’ha ancora trovata del tutto. Ma francamente, con l’infermeria che sembra quella di un campo da battaglia, spezzare una lancia a suo favore è inevitabile. Pronti, via: D’Angelo è ancora k.o. per la frattura alla costola rimediata a La Spezia; Rea si fa male. Alla terza giornata, a Cagliari, si ferma Gavazzi: il suo fedelissimo, il top player del centrocampo acquistato solo qualche settimana prima. Resta fuori dalla terza alla nona giornata. Nel frattempo Rea ha recuperato: ma si ferma di nuovo. Nica sta giocando titolare: stop. Non va meglio Nitriansky, che è già in difficoltà di suo. Colpo di grazia: S’infortuna. Contro l’Ascoli si sblocca Tavano, tre giorni dopo si blocca: il flessore della coscia sinistra lo tradisce a Terni. Ma nessun problema. Entra Trotta: doppietta. Una gioia? Mai. Mentre sigla il gol che chiude i conti, la caviglia sinistra va k.o. Senza dimenticare gli acciacchi a intervalli regolari per Bastien, Ligi, Insigne e Zito. «Al di là del momento nostro di classifica c’è anche Il fattore infortunati mi sta impensierendo un pochino» ha spiegato in maniera signorile Tesser. Ma sarebbe giustificato qualora volesse imprecare. A gennaio il primo acquisto deve essere un gigantesco cornicello rosso.

Marco Festa