Benevento

Una delle mete più ambite del turismo mondiale è diventata un’autentica avventura per quei 39 temerari (oltre agli addetti ai lavori, che hanno condiviso la stessa giornata di tribolazioni) che si sono messi in viaggio alla volta di Ischia. Prima avvisaglia al Beverello: tutti gli aliscafi annullati, c’è mare grosso. Si va in traghetto, quello della Caremar, e si balla parecchio. Nell’ampia cabina riservata ai passeggeri c’è il presidente dell’Ischia Luigi Rapullino, poco più in là il maggiore azionista del Benevento, Alfredo Fabbrocini. Il manipolo di tifosi sanniti è all’esterno, c’è la possibilità di qualche canto ultrà, che tene lontano il mal di mare. Avventuroso anche il ritorno. Ultimo traghetto disponibile preso al volo, scalo a Pozzuoli anzicchè a Napoli. Cumana per arrivare a Montesanto, lunga camminata a piedi per raggiungere il porto e riprendere le auto sotto una pioggia scrosciante. Nel Sannio si torna intorno alle 21, giornata faticosa e avventurosa. Per amore di una maglia.

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