Avellino

90 Secondi per spazzare via una provincia. Più di 30 miliardi di euro bruciati per restituircela trentacinque anni dopo, come la vediamo. Un processo di inurbamento selvaggio che ci ha consegnato molti dei mostri edilizi che costellano i nostri centri abitati. Senza contare le infrastrutture vetuste o inesistenti, che impediscono all’altra Irpinia, quella del turismo sostenibile, delle idee virtuose, del cooperativismo mai decollato.

Una pioggia che ha seppellito più del cementoi. Annebbiando, con nubi di benessere posticcio, i processi che si stavano compiendo. Quegli stessi processi che oggi ci mostrano paesini della provincia che scoppiano di palazzoni posti senza logica e di capannoni di quelle aziende che furono attirate qui dall’amo del finanziamento tout-court e che finirono per spolpare fino all’osso una terra a cui il destino aveva spezzato le gambe. Una pioggia velenosa, come l’amianto che sorregge i prefabbricati che sviliscono tanti quartieri del nostro capoluogo, dura come il metallo di quella ferrovia, l’Avellino Rocchetta, che ancora grida vendetta. 

Andrea Fantucchio