Sanità irpina tra scioperi e caos. Incroceranno le braccia per 48 ore i dipendenti della clinica Malzoni giovedì e venerdì, mentre esplode il caso dei malati psichiatrici in Campania. La conversione delle case di cura neuropsichiatriche convenzionate in strutture residenziali, che potrebbero accogliere i pazienti solo dopo il superamento della fase acuta, mette a rischio specifiche degenze e ben 40 lavoratori nella sola clinica irpina. I dipendenti della Villa dei Pini hanno presentato un ricorso al Tribunale amministrativo, impugnando il decreto 94 del commissario ad acta per il piano di rientro del deficit sanitario in regione, Stefano Caldoro, ed hanno chiesto di sospenderne gli effetti.
La riconversione in strutture residenziali dovrebbe avvenire entro il 28 febbraio. Insomma non solo servizi in meno per alcuni tipi di malato che si vedrebbero costretti ad andare altrove, ma anche il rischio di licenziamenti e tagli.
Giovedì e venerdì intanto i lavoratori della storica clinica di viale Italia incroceranno le braccia, con i colleghi della Diagnostica Medica di Torrette di Mercogliano.Tensione anche alla casa di riposo “Roseto” dove i problemi non sembra siano definitivamente superati. I lavoratori della clinica Santa Rita di Atripalda, intanto, hanno proclamato lo stato di agitazione.
Simonetta Ieppariello
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