Ritmo. Questa è una delle parole chiave per la Sidigas in vista del secondo impegno in pochi giorni contro Milano. Venerdì, nei quarti delle Final Eight di Coppa Italia, i biancoverdi avranno una nuova chance per battere la corazzata Armani, in un match di sicuro più intrigante e importante rispetto al posticipo della diciannovesima giornata di campionato. Certo, la sfida di lunedì sera ha ancora di più segnato una netta linea di demarcazione non solo tra Milano e la Scandone, ma in generale tra i lombardi ed il resto delle squadre di Serie A. L’Olimpia ha vinto sudando soltanto nel primo quarto, scavando poi il solco nel secondo periodo e gestendo il vantaggio nel resto della partita. I lombardi hanno sofferto soltanto quando i biancoverdi hanno giocato di squadra. Si chiedeva una prova corale per riuscire a sbancare il Mediolanum Forum. Una prova che non è arrivata ma che dovrà per forza di cose essere nei quarti di Coppa per provare a qualificarsi alle semifinali ed eliminare una Armani decisa a non farsi sfuggire anche quest’anno il trofeo tricolore. Non basta un Banks in gran forma per battere la capolista del campionato. La guardia statunitense si sta affermando come il migliore della Scandone, ma i compagni di squadra, a parte qualche eccezione, non stanno mantenendo il ritmo. La prestazione delle seconde linee in quel del Mediolanum Forum è stata da quattro in pagella. Da Cavaliero, il capitano, apparso più che sottotono nell’ultimo periodo, a Trasolini, intangibile come un ectoplasma sul parquet dei campioni d’Italia, passando per un Cadougan non adatto alla massima serie italiana, senza dimenticare un Harper dannoso in difesa più di quanto riesca a essere produttivo in attacco, coach Vitucci non ha ricevuto risposte confortanti dai suoi. Gaines ha offerto una prestazione migliore rispetto a quella di Pesaro ma continua a peccare nella gestione dell’attacco. Non è un caso che la Sidigas abbia fatto registrare per l’ennesima volta un numero sotto la doppia cifra di assist (8). Sintomo di come i biancoverdi si debbano affidare troppe volte a soluzioni personali, prestando il fianco troppo spesso all’attacco in transizione dell’avversario di turno. Un fattore che contro un team come Milano assume una valenza ancora maggiore. La Sidigas non è riuscita a controllare il ritmo della partita, missione non facile, ed ha rincorso l’Olimpia per trenta minuti. In difesa, l’assenza di Hanga per problemi di falli si è fatta sentire e non poco. In questo momento, la mancanza dell’ungherese sul parquet non riesce ad essere nascosta da una prova di gruppo solida. Altro segnale di quella mancanza di coralità che sembra essere il difetto maggiore di questa squadra. L’augurio è che Cavaliero e compagni possano finalmente trovare il bandolo della matassa venerdì. Anche perché, nonostante i soli cinque giorni di distanza, le due partite potrebbero avere due storie nettamente diverse. La pressione sulle spalle di Milano sarà sicuramente maggiore, mentre la Scandone arriverà alla sfida dei quarti sapendo di non avere davvero nulla da perdere e con la convinzione che in una sola sera potrebbe rimettere in piedi una stagione fino a questo momento in chiaro scuro.
Sidigas, riparti da qui
Per battere Milano nei quarti delle Final Eight servirà una prova corale di livello
Redazione Ottopagine