Avellino

«Non andiamo a Desio per fare una passeggiata. Vogliamo vincere e vogliamo arrivare in finale». Parola di Daniele Cavaliero, capitano della Sidigas che questa sera proverà a centrare l'impresa nei quarti delle Final Eight contro Milano: «È la partita più difficile dell'anno» ammette la guardia triestina «Sappiamo che sono loro i favoriti, hanno un gioco corale di grande qualità e un roster lunghissimo. Dobbiamo mettere sul  parquet una prestazione che rasenti la perfezione e potrebbe non bastare. Ma ricordo il 2008 e proveremo a ripetere il miracolo». Infatti, Cavaliero è l'unico reduce, insieme a Gianluca De Gennaro, di quell'annata stupenda per la Scandone. Quindi, l'esperienza di certo non gli manca: «Mi porto di quella vittoria le notti insonni in albergo con Righetti. Non riuscivo a dormire, sia prima che dopo le partite. Ricordo l'abbraccio con Boniciolli, quello con Zorzi e il muro biancoverde sugli spalti. Tutto molto bello. Lo sfondo conquistato nel finale? Ebbi la sensazione che Anderson cercasse di andare fino in fondo. Poi ha sbracciato e sono riuscito a conquistare quel fallo. Ero già stato alle Final Eight ma non ero mai arrivato così lontano. Ero in una squadra fantastica e senza l'infortunio di Righetti chissà dove saremmo arrivati nei playoff. Ma non si può costruire niente con i se e con i ma». Tornando al presente, il capitano dei lupi analizza quello che potrebbe essere il piano partita contro l'Armani: «Non dobbiamo sprecare quello che di buono facciamo, limitando al minimo i black-out, che sono un nostro grande difetto. Giochiamo al meglio ogni azione, con la consapevolezza di fare sempre la cosa migliore e sapendo che i tiri si possono sbagliare». E per acquisire fiducia sarà importante anche il supporto dei tifosi, ai quali Cavaliero dedica un pensiero speciale: «È importante che la gente di questa città sia con noi e spero che qualcuno sarà questa sera sugli spalti. Certo, l'orario e il giorno feriale non aiutano, ma per noi è un grande orgoglio poter contare su questi tifosi. Ho tanto rispetto e spero vivamente di riuscire a regalare loro il maggior numero di soddisfazioni possibili».