Alto Calore, sindacato all’attacco. «Nonostante l’azienda Alto Calore Servizi versi da tempo in condizioni economico-finanziarie gravissime, si prende atto che, dopo 18 mesi dall’insediamento del suo Consiglio di Amministrazione e del suo Amministratore Delegato, nessuna concreta azione è stata intrapresa per affrontare e risolvere le gravi problematiche, più volte evidenziate dal sindacato», si legge nella nota della Rsu aziendale. Critiche anche al piano industriale. «Anche se redatto da un esperto, non è altro che l’ennesima analisi dello stato dell’arte, che peraltro giunge molto tardivamente rispetto all’insediamento di questa amministrazione, nonostante il profondo stato di crisi economica finanziaria in cui versa l’azienda. Ci si limita ad enunciare quello che si vorrebbe fare senza delineare alcuna modalità operativa e senza analizzare la fattibilità tecnico-economica. Valuteremo la possibilità di mobilitare il personale, come già è accaduto il 3 ottobre scorso, quando circa 200 dipendenti sono scesi in sciopero». L’azienda parla di documento irrituale, non sottoscritto da tutti e ribadisce che il confronto con le sigle confederali va avanti, come confermato dal tavolo sulla riorganizzazione del personale già convocato per venerdì prossimo. Da Corso Europa si conferma la linea del risanamento e del taglio dei privilegi.
Alto Calore, Rsu pronte alla mobilitazione
L'azienda: continua il confronto con le sigle confederali, avanti con il risanamento
Redazione Ottopagine