Benevento

Tirato dentro a una storia che non sente sua, un polverone che si è alzato e che lo ha investito senza mezzi termini alla vigilia di una gara importantissima di campionato. Mister Casale, però, è tenace e allontana da se ogni accusa che gli è stata mossa prima di Sporting Guardia – Grotta, gara della discordia che è stata giocata sabato a Montesarchio.

“Hanno montato un caso assurdo – inizia l'allenatore del Grotta – sono stato tirato in ballo senza un motivo e vittima anche di un'aggressione sia verbale che fisica. Io sono un allenatore, solo e semplicemente un allenatore e un uomo che ha portato con sé il figlio e subire quello che ho subito davanti a un bambino non è accettabile”.

Di sicuro qualcosa da biasimare, su questo non c'è dubbio. Il racconto dell'allenatore passa a trattare l'argomento della discussione, lo spostamento della sfida all'Allegretto.

“Questo spostamento di campo è stato attribuito a me. La storia è semplice. Quando si va in trasferta e si ha a che fare con centri che hanno tifosi organizzati, le forze dell'ordine, e nel nostro caso i Carabinieri, ci chiamano per sapere quanta gente si sposterà per la trasferta. Per noi la sfida col Guardia era un crocevia per la nostra stagione, più della partita col Montesarchio. Quando hanno interpellato la società, e ci tengo a sottolineare che hanno contattato la società, De Luca, un nostro dirigente, ha detto loro che si sarebbero mossi in 80, forse 100, non 400 come hanno detto. Poi ci siamo fermati, non abbiamo fatta altra segnalazione. E si è scatenato il putiferio in primis dallo Sporting Guardia e poi anche da altre società che hanno cavalcato l'onda puntando il dito contro di me”.

Da questa comunicazione è iniziata tutta la storia e l'attacco a mister Casale, stando alle sue dichiarazioni.

“Hanno preso me come capro espiatorio quando dimenticano che in questa società io sono solo un allenatore. Non c'è stata nessuna manovra e seppure l'avessimo preso in considerazione di voler manovrare la situazione, non avremmo certo chiesto di giocare a Montesarchio. Ci siamo trovato in una struttura che doveva essere a porte chiuse e invece sugli spalti c'era una quarantina di persone e 30 dei nostri. I nostri tifosi sarebbero venuti comunque, si sarebbero messi all'esterno, come avrebbero fatto se si fosse giocato a San Lorenzo, solo che stavolta hanno pensato bene di evitare altrimenti sarebbero andati incontro a ripercussioni legali per possibili scontri con altre tifoserie”.

In questi giorni si è parlato anche di un precedente che avrebbe acceso gli animi ma anche in questo caso mister Casale allontana ogni accusa.

“Non è assolutamente vero. Giocare a Puglianello lo scorso anno è stata una decisione del direttore Nifo che ha pensato di giocare sul sintetico per sfruttare le proprie qualità. Ma devo aggiungere un'altra cosa. La comunicazione di giocare a Montesarchio ce l'ha data la Federazione alle 19. Non abbiamo neanche avuto il tempo di contestare il tutto perchè è da pazzi giocare sul campo della prima e in un centro a pochi chilometri dall'attuale terza e quarta del girone”.

Parlare dell'Allegretto, porta anche a parlare del Montesarchio, l'avversaria di questa stagione.

“Non ho mai parlato della squadra caudina. Certo mi sono lamentato per un rigore, ma sono l'allenatore del Grotta, ci sta che provo a difendere il mio orto, e questo può piacere o meno. Ho sempre sostenuto che il Montesarchio è uno schiacciasassi e questo dà fastidio perchè lo dice Casale, quando lo dicono gli altri non ci sono problemi. Hanno una grande società, un grande allenatore e un parco giocatori di primo livello. Poi ci sta che nello scontro diretto provi a giocarmela. E sono anche consapevole che, se anche avessimo vinto, il torneo sarebbe comunque nelle mani del Montesarchio. Non riesco a capire questo accanimento nei miei confronti. Non mi sono mai lamentato, ho subito la prima squalifica di un mese contro il Rione Mazzini per essere entrato in campo a richiamare i miei perchè stavamo sbagliando una sostituzione. Per il resto non ho detto nulla neanche quando mi hanno dato il benservito in maniera immeritata a Torrecuso o a Durazzano. Non ho mai fatto una polemica. Evidentemente pago la colpa di fare bene a Grotta”.

E giacchè c'è, mister Casale, prima di chiudere questa intervista fiume, scioglie anche il nodo legato alla vicenda Cicciano. Tre punti a tavolino per un errore dei partenopei.

“La questione è semplice. Guardabascio conosceva questo giocatore ed è stato lui stesso a confermare di aver firmato col Cicciano alle 19,30. certo noi siamo stati furbi ad aspettare, abbiamo aperto le orecchie ma questo non significa che c'è stata una soffiata. E soprattutto non vedo perchè non si possa sfruttare una mancanza di altri”.

di Fabio Tarallo