Benevento

Sono giunte ieri mattina sulla scrivania del dirigente ai servizi Sociali del Comune, Giuseppe Moschella, le lettere di risposta di tutti i dirigenti scolastici della città. A sollecitarne l’intervento era stata proprio l’amministrazione cittadina che aveva inoltrato una richiesta di dettagliata relazione sul tema più caldo degli ultimi mesi: il servizio di mensa scolastica. Dopo le polemiche dei giorni scorsi, avviate dalle rimostranze dei genitori e dell’associazione AltraBenevento, il primo cittadino, Fausto Pepe, aveva chiesto al settore di competenza un profilo dettagliato della vicenda da sottoporre all’attenzione della Procura. Per redigere il documento, oltre al dettagliato carteggio già nelle mani dell’amministrazione comunale, si era palesata la necessità di ottenere una verifica anche dal lato dei ‘consumatori’, che fosse il più possibile oggettiva.

Da qui l’idea di chiedere ai dirigenti scolastici cittadini una precisa descrizione dello stato attuale del servizio, insieme ad una verifica sul passato recente del servizio mensa. In buona sostanza si cercava di approfondire anche le ragioni di possibili malcontenti, magari meno clamorosi ma altrettanto significativi. Un po’ la ricostruzione storica delle vicende che travalicasse l’emotività recente e andasse ad approfondire i motivi del proliferare di polemiche e dubbi. Ieri mattina, come accennato, si è completata la ricezione delle risposte giunta a Moschella, che ora dovrà provvedere a redigere una formale relazione al primo cittadino perché si possa procedere nell’intento annunciato di coinvolgere l’autorità giudiziaria. Massimo riserbo sul contenuto delle singole lettere ma più che un sentiment già trapela sull’asse viale dell’Università – palazzo Mosti: soddisfazione parrebbe emergere nelle dichiarazioni.

Invece, in alcune delle relazioni richieste si evincono tanti dei dettagli critici emersi nelle settimane scorse. Sotto accusa la scarsa varietà del menù settimanale. Il primo piatto difficilmente arriverebbe caldo sui banchi dei ragazzi, mentre il secondo piatto sarebbe anche freddo. Strali anche nei confronti della porzione di formaggio e della frutta: il primo sempre uguale e di ridotte dimensioni, per la seconda la critica è la scelta che si fermerebbe o alla mela o all’arancia. Difficile anche comprendere perché i condimenti tra i piatti dei bambini e quelli dei docenti vengono indicati come diversi. Certo è, che se elementi di chiarezza erano ricercati dalla verifica realizzata presso i dirigenti, le attese potrebbero non essere tradite.

di Antonio Orafo