Avellino

Ad Avellino il primo consiglio comunale dell’anno segna la conclusione del rapporto tra l’ente di Piazza del Popolo e l’Assoservizi srl, concessionaria per l’accertamento e la riscossione dei tributi locali. Ma non solo. Non tradendo le aspettative della vigilia che annunciavano un'assise piuttosto movimentata, l'appunta- mento ha fatto registrare la presenza di due presidi, Cocibis e Inquilini degli alloggi popolari, che hanno occupato la scena prima dell'inizio del dibattito sull'ordine del giorno.

Il primo argomento in discussione è stata la mozione del capogruppo di opposizione Dino Preziosi che chiedeva la risoluzione contrattuale del rapporto con Assoservizi. Prima che il consigliere, però, potesse illustrare le motivazioni della sua proposta, ha preso la parola il sindaco Paolo Foti che ha letto un breve intervento. «Il Comune di Avellino - ha iniziato facendo una rapida cronistoria della vicenda - a fronte delle difficoltà emerse presso gli uffici deputati alla riscossione dei tributi per l'endemica carenza di personale, ha affidato ad una società esterna il servizio di accertamento e recupero prima dei tributi minori e poi anche di Ici-Imu e Tarsu-Tares. Successivamente, lo scorso 5 febbraio, durante una seduta della II Commissione sono stati sollevati dubbi sull'estensione del contratto ai cosidetti tributi maggiori. E in quella stessa sede è stato evidenziato come l'aggio applicato su questi fosse troppo elevato, oltre al fatto che la stessa Assoservizi avesse omesso di dichiarare la propria decadenza dallo stesso tipo di servizio che espletava per il Comune di Genzano di Roma. In quanto per gravi errori erano state annullate le procedure di accertamento effettuate per conto di quell'amministrazione della cittadina laziale. Per questi motivi - ha continuato Foti - lo scorso 18 febbraio ho dato mandato al segretario generale di effettuare un approfondimento giuridico a tutela degli interessi dell'ente. Da questo, dopo aver ottenuto anche dei chiarimenti specifici dal funzionario dell'Ufficio Tributi, il segretario mi ha inviato una nota riservata con le indicazioni sulle iniziative che il Comune dovrà assumere. A seguito di questa verifica, stamane (ieri) la giunta ha conferito mandato allo stesso segretario di tutelare l'ente e avviare in tempi brevissimi una procedura di autotutela…». In pratica il Comune, per le ragioni precisate, si muove verso la decadenza anticipata del contratto di concessione del servizio (che per l'amministrazione sarebbe scaduto il 31 marzo mentre per la srl il 3 novembre, a causa di un ritardo nella consegna dei dati sui quali lavorare). Ciò, però, significa che gli avvisi di accertamento emessi, e contestati sia dai contribuenti nella sostanza, sia da Preziosi nella forma e nel metodo, sono validi e operanti. Elemento non secondario, specificato dall’assessore alle Finanze Maria Elena Iaverone nel suo intervento. Dunque, non passa la mozione che ne voleva l’annullamento ma «si conclude il contratto perché è venuto meno il rapporto fiduciario». Diversa la tesi di Preziosi sulla quale si è sviluppata la sua mozione. Subito il consigliere ha precisato che l'importo a base della gara per l'affidamento del servizio era sbagliato. E già questo doveva far venire meno l'affidamento. Poi ha spiegato tutti gli errori commessi nell'applicazione di articoli inadeguati del codice degli appalti, che prevede come deleghe del genere possono essere affidate «solo per mezzo di una gara pubblica alla quale, tra le altre cose, devono partecipare almeno 5 ditte». «Il principio - ha detto il capogruppo di minoranza - è quello di creare concorrenza e ridurre l'aggio. Il contrario di quello che è successo nel caso di Assoservizi che ha spuntato un aggio del 35 per cento con un ribasso dello 0,01 per cento (simbolico)». Da qui è passato ad enunciare i casi di Genzano di Roma e di Quarto di Napoli, dove allo stesso modo il Tar, rispettivamente, Lazio e Campania, ha rigettato i ricorsi della srl che veniva a decadere come concessionaria. E così, di conseguenza, il suo responsabile Attilio Ortenzi. Quest’ultimo ieri ha dichiarato che l’Assoservizi si è comportanda nel rispetto di una prassi consolidata al Comune di Avellino e che l’interpretazione delle norme sono state puntualmente comunicate all’amministrazione. Quest’ultima, quindi, avrebbe potuto dare indicazioni diverse, ad esempio sui sottotetti. Ma ciò non è avvenuto, per cui la società tutelerà i propri interessi nelle sedi opportune deputate. Certo, a questo punto, l’apertura di un contenzioso. Per la serie: dopo il danno... anche la beffa.

Al momento di votare per la mozione di Preziosi, però, nove consiglieri di maggioranza avevano lasciato l'aula in dissenso con l'opzione determinata dalla giunta. Dunque, caduto il numero legale, l'assise è terminata in anticipo, facendo registrare l'ennesima frattura nella maggioranza

Alessandro Calabrese