Il servizio mensa che viene fornito alle scuole cittadine non trova il gradimento degli alunni. Fosse vero anche solo questo assunto, ci sarebbe da interrogarsi e verificare. Dal settore competente, invece, nella giornata di ieri hanno preferito diffondere un comunicato ufficiale, a firma del dirigente e Comandante dei Vigili Urbani, Giuseppe Moschella, in cui non si fa minimamente accenno al nodo cruciale dell’intera vicenda: i bambini mangiano, o no? Ad esempio, secondo Gabriele Corona, presidente di AltraBenevento, associazione particolarmente attiva proprio sulla vicenda mensa: “I pasti forniti dalla ditta incaricata ammontano a circa 700 al giorno, contro una previsione da capitolato di 1.700. Si intuisce facilmente lo scarso gradimento riscontrato. L’effetto prodotto? Chi ha avuto la possibilità ha trasferito i propri figli in strutture private, mai così numerose in città, oppure, in alternativa, ogni giorno nello zaino vengono insieme ai libri ci sono anche i termos con la colazione al sacco”. Quello che ci conferma Corona, però, è solo una parte della verità. Proprio ieri, come detto, il dirigente competente aveva diffuso una nota per “tranquillizzare i genitori”, con la quale si sottolinea come il servizio erogato risponda a tutti i criteri inseriti nelle regole di ingaggio. Le relazioni dei dirigenti come ricordato su queste colonne, ieri e lo scorso 17 febbraio, erano state sollecitate dal sindaco al dirigente per frenare la psicosi e, magari, mettere un punto fermo alla vicenda. Ai capi di istituto era stato chiesto di segnalare anche il sentiment oltre che il regolare funzionamento del servizio: non trattandosi di tecnici non potevano essere invitati a fornire delucidazioni sulla rispondenza al capitolato d’appalto! E così in effetti è stato. I dirigenti scolastici hanno riportato al Comune ciò che hanno visto o gli è stato riferito dai docenti che accompagnano i bambini: un giudizio sicuramente variabile ma costellato di alcune negatività che meritano un approfondimento. Alcune le abbiamo riportate ieri: temperatura dei cibi serviti, scarsa varietà degli alimenti, dimensioni delle porzioni, differenza tra ciò che viene fornito ai bimbi con quel che mangiano i docenti. Ci siamo limitati a indicarne alcune. Alcune di quelle indicate dai capi di istituto. Sul tema trattato da Ottopagine nella nota del Comune non c’è traccia, invece si legge: “Dalle relazioni redatte da tutti i dirigenti scolastici delle strutture interessate, su specifica richiesta di questo Settore Servizi al Cittadino, non si evincono irregolarità o mancato rispetto delle prescrizioni previste nel capitolato speciale di appalto”. Sarebbe stato strano il contrario visto che a tanto non potevano, e non sono stati demandati: è anche la tesi di AltraBenevento che, con un’altra nota in replica, ha rilanciato le accuse focalizzate sul dirigente Moschella e sul suo tentativo di ‘dribbling’. Fin qui nulla di nuovo. Rasserena poco anche la puntualizzazione articolata giunta, sempre nella giornata di ieri, dall’azienda che prepara i pasti. Poca ciccia anche nelle schermaglie dialettiche che ci dedica Corona che, richiamando i nostri articoli a confutazione di Moschella, aveva sottolineato: “Ottopagine, pure ben informato sui fatti di palazzo”. Confermiamo, siamo ben informati! Ora, però, un dato manca più di tutti gli altri: che farà il Comune? Porterà la relazione di Moschella, con le note dei dirigenti scolastici all’attenzione dell’autorità giudiziaria, come già annunciato?
di Antonio Orafo