Benevento

L’attesa non è stata tanta. Pellegrino Criscitiello, dopo la fine dell’avventura con il Carotenuo, ha accettato un nuovo incarico ma con una mansione assolutamente diversa rispetto alla precedente. Lo stesso, infatti, è stato tesserato come giocatore e, allo stesso tempo, rappresenterà una mano in più per l’allenatore che attualmente c’è in questa nuova avventura al Real Forino.

“Avrei potuto accettare solo questa realtà - inizia Criscitiello - perchè non volevo accasarmi con nessuno. Ho chiuso l’esperienza col Carotenuto per una questione economiche e con le pile completamente scariche. Cercherò di mettere l’esperienza al servizio della squadra”. L’arrivo di Criscitiello ha ridato entusiasmo alla formazione forinese anche se egli stesso ha provveduto a buttare acqua sul fuoco. “Alla squadra ho detto che tutti i problemi avuti non erano certo legati alle precedenti gestioni. L’allenatore conta al 5% in positivo, mentgre in negativo la percentuale aumenta. Sono loro ad andare in campo”.

E Criscitiello, al primo approccio, ha subito capito quale è il male del Real Forino.

“A questa squadra manca l’umiltà che è la prerogativa principale di chi deve salvarsi. Serve abnegazione e voglia di lottare, cose che non ho visto in questa squadra. Conosco pregi e difetti di questa formazione essendo già stato a Forino e posso dire che, rispetto all’anno in cui ci sono stato io, questa è una compagine tecnicamente più forte. per questo ancora non riesco a spiegarmi i motivi di una classifica così brutta. Nomi alla mano, il Real Forino è anche più forte del Carotenuto dove avevo qualche giocatore di categoria e per il resto tutti atleti di Prima e Seconda, ma questo Carotenuto ha caratteristiche che mancano al Forino. Ho subito notato che giochiamo la palla solo quando ce l’abbiamo tra i piedi, il calcio è cambiato, serve il movimento senza palla per dare alternative ai compagni e fare gioco”.

Aver accettato di indossare gloi scarpini e dare un mano al tecnico, significa credere di poter salvare il Real.

“Una cosa è certa, darò il mio contributo alla squadra sotto tutti i punti di vista, ma ho bisogno che anche la squadra dia tutto perchè, come detto, alla fine sono loro ad andare in campo. Se i ragazzi metteranno in campo tutto quello che viene provato durante la settimana, se ssi sacrificheranno, allora è bene, altrimenti non andremo da nessuna parte. Guardando al calendario, non abbiamo neanche un calendario semplice. Da oggi ci aspettano ben sette finali e il consiglio che ho dato alla squadra è quello di azzerare tutte e vedere cosa saremo stati capaci di fare in questo mini campionato di sette partite. Poi tireremo le somme. Una cosa è certo, non mi gioco la faccia per giocatori che non mi seguono perchè se così fosse, non avrei alcun problema a farmi subito da parte”.

di Fabio Tarallo