Matrimonio transgender inscenato a San Sebastiano. Traffico in tilt in città per salutare gli sposi diretti al Santuario di Montevergine, di Mamma Schiavona in occasione della festa della Candelora.
Nella piccola città di San Sebastiano al Vesuvio gli occhi erano tutti puntati sulla sposa, “Nanà”, che da molti anni è ben integrata nella comunità vesuviana. Il matrimonio è stato organizzato con il contributo attivo di parenti e amici che hanno supportata “Nanà” nella realizzazione di un “sogno”. Una cerimonia, ma soprattutto il simbolo e la tradizione. Il rito religioso, di fatto non c'è stato, ma quanto accaduto rappresenta un gesto importante nei giorni della lotta per le unioni civili (foto fonte facebook, ndr). Un gesto destinato a far riflettere l’opinione pubblica nei giorni in cui è in discussione il disegno di legge sulle unioni civili per le coppie omosessuali.
La sposa è stata, quindi, salutata dai concittadini e, dopo un taglio del nastro e il brindisi nuziale, accompagnata dal suo gentile sposo, “Nanà”, si è poi diretta verso il santuario di Montevergine, dove si svolge la tradizionale processione dei femminielli da sempre in onore dellla Madonna dal volto nero. Dopo la preghiera a Mamma Schiavone che protegge gli omosessuali, Nanà e consorte hanno festeggiato in un noto ristorante.