Le società Tecnis Spa, Artemis Spa e Cogip Holding Srl sarebbero state "asservite alla famiglia catanese di cosa nostra" e, oltre che a rimpinguarne le casse, avrebbero "consentito agli esponenti apicali dell'organizzazione di governare in qualche modo l'indotto, ottenendo sub appalti e forniture a imprese vicine alla organizzazione mafiosa ed accrescere il proprio potere e prestigio anche presso le famiglie palermitane, consentendo ad imprese loro vicine di infiltrare il settore delle commesse pubbliche". Questa la motivazione del provvedimento con il quale la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Catania ha disposto l' amministrazione giudiziaria e il sequestro delle relative quote ed azioni societarie. Il provvedimento è stata illustrato durante una conferenza stampa alla quale hanno preso parte il Procuratore della Repubblica di Catania Michelangelo Patanè e il comandante del Ros dei carabinieri Gen. Giuseppe Governale. "Si è potuto verificare nel corso di circa 10 anni - ha detto Patanè - che queste aziende dovevano pagare a cosa nostra, avere collegamenti con essa, si dovevano inserire in appalti e in lavori cospicui del Palermitano, ma in stretto collegamento ed asservimento dei voleri di cosa nostra". Per le tre aziende nominato un amministratore giudiziario, il professor Ruperto, che sostituirà gli amministratori per un periodo di sei mesi, rinnovabile, per "risanare e reimmettere nel mercato l'azienda, in modo che possa operare nel rispetto delle regole ed al riparo da interventi della criminalità organizzata”. La Tecnis a Salerno era chiamata a realizzare il progetto Porta Ovest per conto dell'Autorità Portuale e con fondi Ue.
Redazione