Benevento

E' slittata al 3 maggio, per l'assenza del giudice dell'udienza preliminare Maria Ilaria Romano, la decisione sui tre ginecologi dell'ospedale Rummo accusati di aver causato lesioni gravissime ad un neonato. Il sostituto procuratore Marilia Capitanio ha chiesto il loro rinvio a giudizio in un'indagine, affidata ai carabinieri, che era partita dopo la denuncia presentata dai genitori. E' ai militari che il papà e la mamma, residenti ad Avella, in provincia di Avellino, avevano raccontato il dramma del loro primogenito .

Assistiti dagli avvocati Massimiliano Cornacchione e Rita Tretola, avevano ricostruito i fatti accaduti nell'aprile 2013. Quando la donna aveva messo al mondo il bimbo con un parto cesareo. Secondo la Procura, nel tentativo di far partorire la paziente naturalmente, i tre professionisti che si erano occupati di lei in momenti diversi, avrebbero ritardato l'intervento, nonostante le difficoltà cardiache del piccolo, restituite dagli esami ai quali la madre era stata sottoposta. Tutto ciò, sostengono gli inquirenti, avrebbe causato danni gravissimi al nascituro. Un'accusa respinta dai tre medici – sono difesi dagli avvocati Marcello D'Auria, Ettore Marcarelli e Carmen Tedesco – sulla cui posizione toccherà ora al gup pronunciarsi, stabilendo se debbano o meno affrontare il processo.

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