Che fosse accaduto qualcosa, lo si è intuito dal rumore delle sirene delle auto della polizia. Intervenuta per un episodio del quale, però, vanno ancora definiti i termini. Una prima ricostruzione parla di alcuni colpi di pistola che questo pomeriggio sarebbero stati esplosi, alla contrada Piano Cappelle, all'indirizzo di una persona che non è rimasta ferita ed è riuscita ad allontanarsi. In particolare, i proiettili avrebbero bersagliato uno sportello dell'auto nella quale si trovava l'uomo destinatario delle 'attenzioni'. Scattato l'allarme, il presunto autore del gesto (G.C., 37 anni, difeso dall'avvocato Antonio Leone), che sarebbe stato scatenato da contrasti di natura privata, è stato fermato nei pressi dello stadio e condotto in Questura. Sembra che già nei giorni scorsi avesse rivolto espressioni ingiuriose nei confronti del malcapitato, per il quale avrebbe lavorato in precedenza, ai suoi occhi 'reo' di non accettare le sue richieste sentimentali. Si sarebbe invaghito di lui, senza però essere corrisposto in alcun modo. Tutto ciò lo avrebbe spinto a vendicarsi, spaccando un vetro del mezzo dell'uomo e minacciandolo con un coltello. Oggi, poi, il nuovo episodio. Lavoro per gli agenti della Volante e della Mobile. Sono stati questi ultimi, diretti dal vicequestore Alessandro Salzano, ad avviare le indagini. Sullo sportello non sono stati rinvenuti segni provocati dai colpi di pistola che, secondo la vittima, sarebbero stati esplosi da una Lancia Y che avrebbe affiancato il furgone nel quale viaggiava. Una circostanza che non esclude l'uso di una scacciacani o la possibilità che i colpi non abbiano centrato alcunchè. Per questo il 37enne è stato sottoposto allo stube, l'esame che consente di rilevare la presenza di polvere da sparo sulle mani.
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