Avellino

La strategia è precisa. L'Acea (che controlla la Gori e la Gesesa), sta per entrare nell'Alto Calore. Significa: le mani private sulla risorsa più preziosa dell'Irpinia (terzo bacino idrico d'Europa). Una svendita. Suggerita dalle istituzioni e bendetta dalla Regione. Nonostante il referendum. Nonostante il rumore dei no che inizia ad arrivare dai sindaci.

Spiegano: il privato non vuole profitti, vuole solo fornire un servizio. Non è così, non può essere così. Andrebbe contro ogni logica di mercato. La holding dell'acqua (capeggiata dal gruppo Caltagirone), ha capito da un pezzo che il vero business del futuro è l'oro blu. L'Irpinia richia di perderlo. Ecco come...