Non è una figura mitologica ma un neologismo coniato dal celebre giudice Corrado Carnevale. 'Impumone', ovvero metà imputato e metà testimone. Nel nostro caso non c'è alcuna imputazione, ed è perciò corretto parlare di indiziato. La qualità assunta oggi pomeriggio dopo le sue dichiarazioni – con un ritardo che secondo la difesa risale addirittura alla fase delle indagini preliminari – da Ermanno De Blasio nel processo denominato 'Mani sulla città' e riservato ad appalti e forniture di beni e servizi del Comune di Benevento. Erano all'incirca le 16 quando il Tribunale (presidente Fallarino, a latere Rotili e Telaro) ha accolto le argomentazioni offerte in ultimo dall'avvocato Gino De Pietro ma già evidenziate in precedenza dai colleghi Angelo Leone, Grazia Luongo e Nunzio Gagliotti. Tutte centrate sull'impossibilità di procedere all'esame dell'imprenditore senza un legale di fiducia, dopo averlo sentito ribadire alcune circostanze di stampo autoaccusatorio in relazione alla gara, ritenuta turbata, per la strada e la frana a Serretelle. (continua a leggere sull'App di Ottopagine)
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