E’ la settimana del derby tra le due “squadre marziane” del girone C, che a suon di record e con uno strabiliante “+5” in media inglese dopo 27 turni hanno creato il vuoto alle loro spalle. Il big match proviamo a “giocarlo” in anticipo con il direttore generale dei granata Angelo Fabiani che provvede a spegnere fuochi di polemiche, illazioni e altro, per tessere lodi.
Per l’esperto dg anche se la sfida dell’Arechi arriva a undici giornate dalla conclusione del torneo non sarà determinante per la promozione diretta. “Sarà come l’andata. Il confronto di sabato non sarà decisivo per andare in B perché il campionato è ancora lungo e ci sono molte squadre da affrontare. Tra l’altro sia il Benevento che la Salernitana non hanno nemmeno calendari agevoli. E vi dico di più, i giochi per il primo posto sono aperti anche per le altre grandi, non dico tutte ma alcune. Del resto basta ciccare due o tre partite di seguito e ti ritrovi risucchiato da Juve Stabia, Casertana, Lecce e compagnia che pure marciano a buoni ritmi”.
Allora questo derby per te ha un valore solo platonico?
“Assolutamente non è così. Chi vince sabato potrebbe avere dalla propria parte un punto a favore anche perché mancheranno sempre meno partite. Ma vi dico che se il Benevento vince e va a +5 il campionato non si chiude e stessa cosa vale per la Salernitana. Signori, il campionato non si decide sicuramente adesso”.
Direttore, in tal senso a tua teoria su cosa si basa?
”Questo è un campionato difficilissimo ed imprevedibile. Lecce, Benevento, Salernitana, Juve Stabia, Casertana sin dall’inizio hanno speso tantissimo a livello di energie mentali e fisiche ed affrontando in questo momento quelle squadre che invece sono tranquille e serene, senza pesi o responsabilità di dover vincere a tutti i costi hanno una certa brillantezza mentale e di conseguenza possono creare brutti scherzi a chicchessia. Ecco perché ogni giornata fa storia a se.”
A che tipo di partita assisteremo sabato pomeriggio all’Arechi.
“La gara la faranno i giocatori in campo, al di là dei dettami tattici e tecnici dei rispettivi allenatori. In campo vanno undici giocatori che in novanta minuti racchiudono la storia di una settimana, fortunatamente chiacchiere e previsioni restano fuori dal rettangolo verde. Sarà, comunque, una sfida aperta a qualsiasi risultato. E penso che sarà anche una partita spettacolare. Sia l’una che l’altra squadra hanno uomini che questa categoria la conoscono bene e al di là dei rispettivi collettivi non escludo che si possa decidere il risultato anche con la giocata del singolo”.
Si prevede uno spettacolo suggestivo anche dagli spalti.
“Il pubblico sicuramente come coreografia e cornice è una componente importante per cui sotto questo aspetto a livello di incitamento e di presenze sarà una partita da categoria superiore. Il popolo salernitano dimostra di partita in partita di essere maturo, serio e passionale, posso affermare questo anche da parte sannita. Aggiungo ed auspico che sia un derby all’insegna del sano sport e del sano divertimento”.
Benevento e Salernitana negli altri due gironi sarebbero capoliste con ampio margine.
Rimpianti per questo?
“Che dire. E’il bello ed il brutto del calcio. Stiamo facendo entrambi un grande campionato ma è ancora tutto dentro e da decidere, al di là di voci, illazioni e veleni”.
A proposito di polemiche e qualche frecciatina reciproca cosa ci dici.
“Vorrei mettere in risalto la grande signorilità dell’avvocato Oreste Vigorito, persona sempre composta e per quanto mi riguarda, il termometro del Benevento è quello del massimo esponente, così come il nostro è della proprietà, nelle persone di Marco Mezzaroma e Claudio Lotito. Poi noi che siamo un po’ gli attori e che a volte decidiamo, va bene anche questo. Ci sta tutto… La verità è che bisogna distendere gli animi. E lo ripeto, Vigorito è un signor presidente, un gentiluomo. Lo dico a ragion veduta. Ho letto qualche intervista ed ho colto questo messaggio. Che poi qualcuno fa qualche battuta fa parte del gioco. Mi sarei preoccupato se le avessero dette Mezzaroma o Vigorito. Noi, invece, siamo al servizio”.
Stringerai la mano a Brini e Di Somma?
“Con Brini ho un rapporto buono. Non solo gli stringerò la mano ma gli offrirò anche il caffe, sia a lui che al suo bravissimo secondo Baldassarri. A Di Somma perché non dovrei salutarlo. Non c’è nulla che ci contrappone o non ci accomuna. Lui è un grande professionista e direttore navigato. Non posso che stimarlo”.
E sulle dichiarazioni del capitano del Savoia Scarpa?
“Francesco è un passionale. Sta vivendo questa situazione societaria male. E’di Torre Annunziata per cui non ha uno stato d’animo sereno. Non credo che Fiore ha condizionato la gara. Che dire avevamo due diffidati ed entrambe le ammonizioni sono state comminate a loro. Non penso ci fosse qualcuno addetto all’arbitro…Sono sciocchezze. Capisco e perdono Scarpa perché sta vivendo un momento particolare e quindi è poco obiettivo”
Che arbitro ti aspetti per il derbissimo di sabato.
“Mi dovrebbero dire quale è l’arbitro che quest’anno ha rovinato qualche gara. L’arbitro è un giudice terzo. Io non credo che Salernitana, Benevento, Juve Stabia hanno avuto favori arbitrali, così come magari qualche svista a favore o contro. Gli episodi si compensano, pensiamo solo al campo ed al calcio e godiamoci lo spettacolo”.
Antonio Martone