Benevento

“A distanza di 5 mesi dalla tragica alluvione dell'ottobre scorso, siamo a denunciare, per l'ennesima volta, la mancanza di un qualsiasi intervento di messa in sicurezza del fiume Calore”. Tuona il Comitato di quartiere di via San Pasquale sull'immobilismo delle istituzioni che dopo 150 giorni dalla drammatica alluvione ancora non riescono a proporre un progetto per pulire il fiume e fare in modo di prevenire altre catastrofi.

“È bastata una sola nottata di “pioggia ordinaria”, per far ripiombare nell'incubo dell'alluvione gli abitanti di via San pasquale, via Ponticelli, contrada Pantano, Rione Ferrovia e Ponte Valentino. Per quanto ci compete, emblematica è la situazione del torrente San Nicola. che a seguito dell'innalzamento del fiume Calore, non riesce ad affluire verso lo stesso, divenendo così un potenziale fattore di nuove possibili esondazioni. Senza dimenticare che i detriti e i tronchi degli alberi abbattuti, in balia delle correnti del Fiume Calore, costituiscono delle vere e proprie “ostruzioni” al percorso naturale del fiume. Pertanto, oltre a continuare nella nostra opera di vigilanza sul territorio e di denuncia delle criticità riscontrate, siamo pronti a intraprendere le iniziative più opportune, per abbattere quel “muro di gomma” generato dall'immobilismo istituzionale, in modo da evitare il ripetersi di una nuova tragedia”.