Dito medio alle telecamere, passeggiate all’aria aperta, commissioni al supermercato e caffè al bar. Sono i dipendenti dell’Asl di Avellino che nonostante avessero scoperto di essere indagati hanno continuato a delinquere. I furbetti del cartellino sono stati scoperti e denunciati dagli agenti della squadra Mobile di Avellino su delega della Procura di Avellino.
Questa mattina sono state eseguite 21 misure cautelari (un terzo sono medici) di interdizione dai pubblici uffici nei confronti di dipendenti dell’Asl di via degli Imbimbo, ma altre venti persone sono indagate nell’inchiesta della procura avellinese. Un sistema criminoso collaudato con la connivenza di medici e dipendenti diligenti. «Atteggiamenti fastidiosi proprio da parte di insospettabili - ha riferito il dirigente della Mobile Marcello Castello». Il procuratore capo Rosario Cantelmo ha invece sottolineato un altro aspetto dell’operazione: «E’ stato difficile operare in un ambito della società medio borghese. E’ più facile indagare uno spacciatore che persone appartenenti ai piani alti della società».